Il rilancio politico del Cav. è un candidato di nome Lippi
Tutto si può dire di Silvio Berlusconi – persino che quelli che portano il suo nome siano stati anni “difficili per la nostra democrazia”, come ha scritto ieri il caro CdB salutando il suo Ezio Mauro, che salutava Repubblica – ma non che non abbia le idee chiare. Ad esempio, sulle unioni civili è contro ma forse anche a favore, sul referendum costituzionale è contro e basta, tranne poi accorgersi che gli toccherebbe votare con Zagrebelsky e le showgirl di Se non ora quando? Ma sulle due cose che contano davvero è proprio tetragono, determinato come manco l’amico Putin: cosa me ne faccio di Forza Italia sotto il 10 per cento, e cosa me ne faccio del Milan sotto di 12 dal Napoli. Un bel niente di tutti e due, gli ripetono con la disperazione agli occhi gli amici della vita. Ma lui ha la soluzione politica, perché lui è un politico, ed è la scelta degli uomini nuovi, gente “super che se accettano vinciamo”. Al momento, l’unico candidato che ha trovato è Marcello Lippi, uomo d’esperienza e di potere, che forse lunedì scioglie la riserva come un Giachetti qualsiasi e si candida. Al Milan. Per quanto riguarda l’altra squadra del suo cuore, la scelta è invece squisitamente tecnica, calcistica: gli piacerebbe il patron del Toro Urbano Cairo, ma a Milano, e il patron della Lazio, Claudio Lotito, a Roma (intesa Campidoglio). Ma quelli, a differenza di Lippi, sono lungi dal sciogliere le riserve. L’unico pronto per Forza Italia, resta Mihajlovic.


Il Foglio sportivo - in corpore sano
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