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Walt Disney inquina ma col bollino verde

Produrre CO2 ma pagare per sentirsi a posto con la coscienza.

21 Aprile 2010 alle 16:09

Parlo da ex abbonato (per 15 anni, più o meno) al fumetto inventato da Walt Disney e così bene importato in Italia. Che Topolino da qualche anno non sia più un giornalino di avventure ma una guida al politicamente corretto, all'ecosostenibile e al buonismo a tutti i costi non è una novità. Non starò qui a dire che nelle intenzioni del fondatore non c'era certo questa intenzione (i primi cartoni animati degli anni Trenta vedevano protagonista un Topolino particolarmente dispettoso, per non parlare di Qui Quo e Qua sull'orlo del teppismo e di un Paperino molto poco politically correct). Mi limito a segnalare che il numero oggi in edicola sarà a "Impatto Zero", in onore dell'Earth Day.

Impatto Zero® ha infatti calcolato che la produzione di ogni
copia del settimanale, dal lavoro in redazione, alla stampa,
al trasporto, genera emissioni pari a circa 52.000 kg
di anidride carbonica. Il magazine Topolino ha perciò deciso
di dare il proprio contributo all’ambiente, con il supporto
di Impatto Zero®, le emissioni di CO2 saranno compensate
attraverso la creazione e tutela di circa 14.000 metri quadrati
di nuove foreste in Italia e Madagascar!
(da Spot and Web)

Impatto Zero, si legge sul loro sito, "è un progetto nato nel nel 2001 da LifeGate che calcola, riduce e compensa le emissioni di CO2 generate dalle attività di persone, eventi, prodotti e aziende con la creazione e la tutela di nuove foreste, in Italia e nel mondo, in grado di riassorbirle".

LifeGate non è un'associazione non-profit, ma una Spa che ci guadagna (nulla contro questo tipo di afffari, tutt'altro).

Mica fessi. Con Impatto Zero si può inquinare e produrre CO2 avendo la coscienza pulita: loro calcolano quanta ne produci e ti presentano il conto. Tu paghi, loro piantano qualche albero, ti danno il bollino verde e anche tu puoi finalmente sentirti "green". Povero Topolino.

Piero Vietti

Piero Vietti

Nato a Torino nel 1981. Caporedattore, ha seguito e segue lo sviluppo digitale del Foglio, in cui lavora dal 2007. Ha un passato teatrale e radiofonico e un presente intenso. Per il futuro si sta organizzando con la necessaria ironia. Sposato, ha tre figli. Cuore granata.

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