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Il Corriere se la prende pure con i pinguini

La scienza basata sul "timore" dei ricercatori.

30 Settembre 2009 alle 10:14

Nella nostra quotidiana lettura degli articoli catastrofisti sulla rete, ci imbattiamo in questo articolo del Corriere.it: "Cambia il clima, in pericolo i pinguini - Gli esemplari della specie Magellano che vivono in Patagonia fanno i conti con ghiacci sciolti e poco cibo".

Bene, preoccupati leggiamo l'articolo: "I cambiamenti climatici e la pesca a fini commerciali stanno mettendo sotto pressione i «pinguini di Magallanes» (Magellano): a rilanciare l'allarme è stato un gruppo di scienziati argentini, sulla base di quanto fatto qualche mese fa dall'Associzione americana per lo sviluppo della Scienza".

Poveri pinguini, che starà succedendo? Andiamo avanti: "Il 70 per cento della colonia di questi animali ha già raggiunto, come avviene ogni anno in questa stagione, Punta Tombo, nella Patagonia argentina, la principale colonia di pinguini nel continente americano, dove più di un milione di palmipedi resterà fino a febbraio per cambiare le piume, deporre le uova e crescere i piccoli".

E fin qua, tutto normale. Finalmente, ecco l'allarme: "Il timore dei ricercatori è che i cambiamenti climatici, uniti alla pesca intensiva riducano la quantità nei mari dei piccoli pesci di cui si nutrono i pinguini, costringendo i maschi a restare a caccia per tempi sempre più lunghi e ritardando così l'approvvigionamento di femmine e neonati".

Intervengono i ricercatori, che ci avvertono del pericolo che stiamo correndo, del disastro ambientale in corso, dell'orrore che i cambiamenti climatici causati da noi stanno provocando tra i piccoli pinguini indifesi. Per fortuna, questa volta qualcuno è andato a controllare, e sul finale l'articolista del Corriere lo ammette: "«Quest'anno i pinguini sono arrivati a Punta Tombo in buone condizioni e molto numerosi. Fino ad ora non abbiamo trovato esemplari sottoalimentati», ha precisato uno degli esperti del luogo, Oscar Ferraria".

Quindi? Quindi non sta succedendo nulla, i "ricercatori" lanciano l'allarme sulla base di "previsioni", "intuizioni", "timori", "supposizioni". Nella realtà i pinguini sono numerosi e stanno bene. Ma, come sempre, tutto è buono per alimentare l'ondata di catastrofismo e continuare a tenere una posizione centrale nel mainstream dell'ambientalismo anti-umano.

P.S. Grazie al lettore Carlo Torchio per avercelo segnalato.

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