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Un'altra balla globale

Trecentomila morti all'anno per il global warming?

1 Giugno 2009 alle 10:46

Grazie al sempre ottimo Climate Monitor, leggiamo questo articolo di Roger Pielke Jr. (certamente non un "negazionista") molto critico con il rapporto del Global Humanitarian Forum che sostiene che muoiano nel mondo più di trecentomila persone l’anno per colpa dei cambiamenti climatici indotti dall’uomo. Due le critiche mosse dal professor Pielke Jr.: innanzitutto, queste previsioni catastrofiche normalmente nuocciono ai sostenitori del global warming antropico più che aiutarne la "missione". In secondo luogo, i dati forniti dal GHF sono falsi. Scrive Guido Guidi:

"Esiste infatti un’ampia letteratura che assegna la responsabilità dell’aumento delle perdite di vite umane o di danni alle cose ai cambiamenti socio-economici e non alle modifiche dei pattern climatici. Questo perchè, ad oggi, non è stato possibile individuare alcun trend significativo nell’occorrenza degli eventi estremi, mentre sono evidenti ed ampiamente documentati i dati relativi agli impatti socio-economici. Un esempio tra tutti: visto che gli uragani che abbiano raggiunto la terraferma in America settentrionale non sono aumentati, nè è aumentata in genere la loro intensità, se si sono accresciuti i danni generati da questi eventi, non sarà mica perchè i territori costieri, soggetti a pesante urbanizzazione, sono diventati molto più vulnerabili? Questo i firmatari del report dovrebbero saperlo, visto che si parla delle posizioni ufficiali dell’Ipcc e dell’Omm, e visto che a detta sempre di Pielke, lo stesso gruppo che ha curato il rapporto per il GHF, appena qualche mese orsono ha pubblicato un lavoro nel quale si asserisce che nessun segnale relativo ai cambiamenti climatici di origine antropica è individuabile nelle serie di dati sulla perdita di vite umane per disastri meteorologici".

Insomma, siamo di fronte all'ennesima esagerazione che spera di far accelerare gli accordi tra i "grandi" in vista dell'incontro sul clima che si terrà a Copenhagen. Sempre con le stesse vittime, il realismo e la verità.

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