Foto tratta dalla pagina Facebook @MuCastromediano

L'opera d'arte del museo vuoto

Antonio Gurrado

La Regione Puglia ha riaperto il museo Castromediano di Lecce: cinquemila metri quadri con tre dipendenti nelle sale e tutte le opere (tranne due) ancora in attesa di uscire dal deposito

Il più grande artista italiano è la Regione Puglia, che lo scorso 22 giugno ha riaperto al pubblico l’antico e glorioso museo Castromediano di Lecce. Dopo il restauro è possibile ammirare, con ingresso gratuito dal mattino a mezzanotte, questo museo dotato di una caratteristica unica al mondo: è vuoto. Cinquemila metri quadri, scrive il Corriere, con tre dipendenti nelle sale e tutte le opere (tranne due) ancora in attesa di venir tirate fuori dal deposito. Contro l’apertura solenne del museo pneumatico sono insorti Vittorio Sgarbi e Achille Bonito Oliva, oltre a personalità locali fra intellettuali e politici. Costoro purtroppo non hanno colto la grandezza del progetto. Un museo del genere sarebbe piaciuto a Thomas Bernhard, che in “Antichi maestri” narrava dell’uomo che ogni due giorni sedeva per ore dinanzi allo stesso quadro, dicendo che una sola opera dà abbastanza da pensare; se ne deduce che senza opere si pensa ancora meglio. Inoltre sappiamo tutti che nei musei troppo carichi si entra baldanzosi volendo vedere tutto e si finisce stremati senza ricordare niente di preciso; eliminando le opere, il problema è risolto. Soprattutto, però, l’apertura del museo vuoto concede ai visitatori il privilegio di essere parte di una performance senza precedenti, che trascende l’arte per arrivare dritta al senso della politica culturale italiana. Potrebbe intitolarsi “L’importante è inaugurare”.

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