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Perché le idee (riciclate) di Einstein su Dio valgono tre milioni di dollari?

Non so valutare se la spesa per accaparrarsi la lettera dello scienziato battuta all'asta da Christie's sia adeguata. So però che quei pensieri non sono frutto del suo genio

5 Dicembre 2018 alle 14:00

Perché le idee (riciclate) di Einstein su Dio valgono tre milioni di dollari?

Non disponendo di tre milioni di dollari sull’unghia non riesco a valutare se sia una spesa adeguata per accaparrarsi la lettera in cui Einstein dice la propria su Dio (foto sotto). So però che la missiva, battuta da Christie’s a New York, contiene idee che non sono di Einstein, non sgorgano fresche fresche dal suo genio.

 

 

  

Per scrivere nel 1954 che tutte le religioni sono incarnazioni di superstizioni primitive, che la Bibbia è una raccolta di leggende grossolane, che Dio è l’espressione della debolezza e della limitatezza umana, eccetera, non c’è bisogno di essere Einstein: basta fare un centone delle teorie di Spinoza, Voltaire, Vico, Bayle, Sade, d’Holbach, Montaigne, Toland, Boulanger e così via nei secoli addietro fino a Crizia e Prodico di Ceo, sofisti che scrivevano righe pari pari attorno al 400 avanti Cristo. Può darsi che il solo fatto che la mano di Einstein si sia degnata di riprenderne le idee sia sufficiente a farne lievitare il valore fino a cifre astronomiche, chissà. Può darsi anche che pretendere che l’autorevolezza degli scienziati si estenda alla teologia anche quando rimasticano vecchi concetti filosofici sia una superstizione: certo non primitiva, avveniristica quanto volete, ma sempre superstizione rimane.    

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  • Caterina

    Caterina

    06 Dicembre 2018 - 16:04

    I casi sono due: oggi Einstein sa, oppure è nulla.

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    • Bacos50

      06 Dicembre 2018 - 21:09

      Che Einstein ormai sappia non ci piove, ma in ogni caso non si è trasformato in nulla. A dirlo è la Fisica con la legge della conservazione della massa, che prende origine dal cosiddetto postulato fondamentale di Lavoisier, che recita: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». D’altronde se l’universo sia una meravigliosa opera di natura divina, nessuno lo può dimostrare. La probabilità che lo sia ha la stessa incidenza dell’ipotesi opposta. È quindi inutile arrovellarsi. Nell’attesa di un’improbabile risposta viviamo con intensità ciò che la vita e il destino ci offrono, scegliendo il bene e dando il meglio di noi stessi per vivere con coerenza e in pace con la propria coscienza per non dover un domani pentirci sopraffatti dai rimorsi e dai rimpianti.

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  • Bacos50

    06 Dicembre 2018 - 15:03

    Einstein ha ragione da vendere: «La parola Dio per me non è altro che l’espressione e il prodotto della debolezza umana ...». La parola “Dio” è così carica di significati per la nostra cultura, che usarla senza chiarire cosa si intenda per “Dio” rende il ragionamento fuorviante. “Dio” è un concetto umano: è il nome che diamo al nostro credere che la vita possa avere un senso. Discutere se Dio esista, è futile. La questione non è tanto se Dio esiste ma se ci sentiamo chiamati in causa, oppure se siamo indifferenti alla santità e alla trascendenza dell’esistenza umana. “Dio” non è un’esistenza dichiarata, ma un processo che si compie durante il nostro breve divenire e prescinde da ciò che dicono le religioni. Spesso si “crede” in ciò che il nostro sentimento vuole che sia, ma non in ciò che è. Altrimenti non si crede, si “sa”. Credo nella buonafede delle persone, perché spero lo siano nei miei confronti, ma non lo so. Non credo però si debba morire, perché lo so!

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  • albertoxmura

    05 Dicembre 2018 - 19:07

    Le opinioni di Einstein in materia di religione non sono irrilevanti in tutti i contesti. Per uno storico del pensiero scientifico, ad esempio, sono importanti, tanto quanto lo sono quelle di Newton sui medesimi argomenti. Certamente una cosa sono le teorie scienfiche di Einstein, un'altra le sue idee teologiche. Ma studiarne le relazioni non è inutile per lo storico, per quanto poco originali possano essere le idee di Einstein in materia di religione. Spesso v'è una relazione tra le convinzioni teologiche e le idee scientifiche. Einstein, negi anni di maggiore creatività scientifica, non era del tutto ateo (per quanto fosse forse avverso alle chiese religiose) ed è noto che si è posto spesso nell'inventare le sue teorie, quale potesse essere il punto di vista di Dio. E' curioso che giunto al termine della vita abbia abbandonato ogni forma, per quanto astratta, di deismo.

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  • giuseppezavaroni

    05 Dicembre 2018 - 18:06

    Cosa ci sia di piacevole in una così diperata e desolante concezione dell'universo, della vita e dell'uomo è difficile capirlo.

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    • branzanti

      05 Dicembre 2018 - 21:09

      Il piacere della razionalità e della logica. Le posso assicurare che la mia condizione di assoluto non credente non mi ha mai procurato disperazione o desolazione, solo una straordinaria sensazione di libertà.

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