(LaPresse)

Eliminare le slot machine in nome dell'estetica piuttosto che dell'etica

Antonio Gurrado
Abbasso lo stato etico e viva lo stato estetico! Matteo Renzi promette di eliminare le slot machine da bar e tabaccherie – oltre che da ristoranti, alberghi, edicole, negozi, stabilimenti balneari e rifugi alpini – in ragione dell'alto rischio sociale che la ludopatia comporta.

Abbasso lo stato etico e viva lo stato estetico! Matteo Renzi promette di eliminare le slot machine da bar e tabaccherie – oltre che da ristoranti, alberghi, edicole, negozi, stabilimenti balneari e rifugi alpini – in ragione dell'alto rischio sociale che la ludopatia comporta. Se vuol essere ricordato come governatore benefico, ha ragione; tuttavia appare strano che un governo democratico pretenda di educare il popolo inficiando la libertà di scelta dei cittadini (foss'anche autodistruttiva), visto che grazie alla loro stessa libertà di scelta il governo si trova in carica. Se Renzi invece ambisce a essere ricordato come il Magnifico, anziché interdire le slot machine in quanto dannose dovrebbe proibirle in quanto brutte e, come tali, lesive dell'immagine dell'Italia.

 

Nessun occhio appena appena educato può sopportare la vista dei marchingegni lampeggianti né del quidam appollaiato in attesa che l'inserimento della moneta restituisca tre fragoline. Uno stato che fa stampare milioni di targhette con la scritta “Il fumo uccide” potrà permettersi di stamparne qualcuna con la dicitura “Le slot machine fanno ribrezzo”. Dopo di che, per completezza, il governo legiferi senza pietà contro le brutte sale giochi multipiano, i brutti bugigattoli in cui s'impegna l'oro, i brutti negozi in cui i cinesi vendono paccottiglia, i brutti recessi fumiganti dei kebabbari, le brutte librerie che vendono insaccati, le brutte nuove chiese che sembrano garage. Un'Italia più bella sarà un'Italia migliore.

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