Compagni, il comunista sa quando è il momento di avanzare nella lotta – ma soprattutto il buon comunista (è la sua sublime saggezza) sa quando fermarsi. E come contentarsi. Il comunista è paziente (“studiate, studiate e ancora studiate”: paziente dunque fino allo sfinimento, fino a comprendere utilità della rivoluzione e inutilità dell’Erasmus), che è pure il miglior modo, se non si ha di meglio, di passare per saggi. Noi che fummo comunisti – settant’anni di attesa del soviet, poi mi fecero votare Bartolo Ciccardini – a nuova dura prova, insieme esige pazienza e ardimento, siamo chiamati.