Far finta di essere poveri, invece che sani, certe volte ha un costo che la stessa (cafona) ostentazione del soldo non aveva. E siccome la politica (come il governo, come l’informazione) consiste più o meno nell’arte di “organizzare l’idolatria” (G. B. Shaw), adesso è il momento di beatificare e innalzare di una sorta di nuovo pauperismo – con tanto e tale ardore che, se non fa attenzione, pure Papa Francesco rischia di farsi oscurare la sua saggissima vocazione. Ognuno tiene a far conoscere quello che non ha, ciò che non possiede, la rinuncia fatta, il sacrificio compiuto, il taglio che si è inflitto. Una dolente processione di pentiti delle carte di credito, di ravveduti rispetto alla diaria, di redenti dal maxi stipendio.