C’è sempre una prima volta. Nel senso più ovvio, ma quella è roba da età liceale, andata e dimenticata. E nel senso più crudele, quello politico: perdere un congresso, “me che fino a ieri / credevo fossi un re”. E’ quello che si prepara a fare Massimo D’Alema, ché adesso l’onda renziana dilaga dall’Alpi a Gallipoli, teste di antichi sodali che da sole ormai vanno a depositarsi sul sagrato della Leopolda, prima che la lama fiorentina cali. Veltroni. Fassino. Pure Epifani, in fondo. Ruggisce inoffensivo, ormai, Bersani. Pure Rondolino s’intriga giornalisticamente. D’Alema no, D’Alema non può, D’Alema non vuole.