Facciamoci un esame di coscienza”, dice il prof. Gustavo Zagrebelsky nella prima colonna (pag. 22, Fatto 4 /6/2014). “Veniamo all’autocoscienza”, esorta sempre il prof. Zagrebelsky, ovviamente sul Fatto, ma nella seconda colonna. “Ora, continuiamo a farci questo esame di coscienza”, sprona il prof. Zagrebelsky (chi altri?), sempre sul Fatto di ieri (dove altro?), ma stavolta nella terza colonna. Che è poi l’ultima, quasi una colonna d’Ercole: e dunque l’invocata, tormentata più che tormentosa, coscienza concede così finalmente un po’ di tregua, pur restando, si capisce, vigile e alleprata.