Ora che il “buco della serratura” che fu si è dilatato in una sorta di enorme “buco nero” planetario, che la povera vanità personale sovrasta ogni personale esigua qualità – nel reciproco, continuo, assillante spiarsi e dichiararsi e insultarsi su Facebook e su Twitter, piazze pseudo-democratiche e orinali stracolmi di risentimento: tu venduto, tu cornuto, tu servo, datte foco!, ladro e spia e frocio e sacco di merda e vaffanculo: il cinguettare come un ringhiare di cani (alla catena, però) – va almeno reso onore e memoria all’uomo che prima di ogni altro, secoli fa, fece feroce autovivisezione di sé e ferocissima vivisezione degli altri, e ne lasciò testimonianza in centinaia e centinaia di pagine: Samuel Pepys