Odio o amore: di questi opposti sentimenti, senza quasi vie di mezzo, sono stati fatti segno i gesuiti nel corso della loro illustre e plurisecolare storia, continuamente segnata da controversie, successi, persecuzioni e folgoranti riabilitazioni. Ripercorrere l’esperienza pastorale e intellettuale del cardinale Carlo Maria Martini, dopo la sua morte, ha comportato anche, per molti versi, riconoscere i segni della sua appartenenza alla Compagnia di Gesù. E si potrebbe azzardare, proprio guardando a Martini, che nell’esperienza dei continuatori dell’opera di sant’Ignazio di Loyola, più che per altre obbedienze ecclesiastiche, l’essere “nel” mondo sia stato interpretato con accento forte, con una sottolineatura che di quell’ordine ha fatto la grandezza ma ha anche determinato, in più occasioni, la problematicità.