Quando, per l’ennesima volta, raccontava del suo primo incontro con Kerouac, o delle battutacce di Hemingway, entrambi stupiti della sua non disponibilità sessuale, a Fernanda Pivano, morta ieri a novantadue anni e un mese esatto, ridevano gli occhi. I “suoi” scrittori americani – quelli che ha fatto conoscere in Italia, ma anche quelli, come Paul Auster, che ha quasi “inventato” lei – Nanda li amava davvero, appassionatamente.