E’ quando prende la palla e non la guarda nemmeno, ma l’accompagna a destra o a sinistra, la ferma, la fa ripartire, la tocca tenendo gli occhi dall’altra parte. E’ quando lancia lungo, profondo, preciso che sa già dove arriverà il compagno che sta tagliando. E’ adesso: ti ricordi, lui è tutto quello che non sei stato tu. Quello che l’allenatore dai pulcini alla prima squadra ha in mente quando dice quella cosa che dicono tutti, perché forse dev’essere scritta sul manuale dei mister.