Maledetti paragoni. Perché, poi? Tardelli, Conte, Gerrard. Tutti e tre, nessuno dei tre. Claudio Marchisio è solo un centrocampista. Un interno, una mezzala se volete. Uno che s’infila in mezzo agli avversari, s’allarga, stringe, s’accentra, scambia, s’inserisce, passa, tira. Segna, sì. Gol come mai ne ha fatti prima e gol come tanti ne hanno fatti quelli a cui lo paragonano. Non serve assomigliare per forza a qualcuno. Non quando sei arrivato a essere il leader della Juventus.