Il ct della Nazionale Antonio Conte (foto LaPresse)

Perché Conte dovrà rinunciare agli stage della Nazionale

Redazione

Gli azzurri del calcio non si raduneranno a febbraio. L'ufficialità è stata data questa mattina dalla Figc che, su indicazione del ct, ha disposto di non procedere all'organizzazione del ritiro della compagine azzurra che era stato previsto tra il 9 e l'11 febbraio.

Lo stage della Nazionale italiana non si farà. L'ufficialità è stata data questa mattina dalla Figc che, su indicazione del ct Antonio Conte, ha disposto di non procedere all'organizzazione del ritiro della compagine azzurra che era stato previsto tra il 9 e l'11 febbraio.

 

Perché Antonio Conte ha deciso di desistere dall'idea di uno stage di tre giorni?

Il commissario tecnico dell'Italia a settembre aveva chiesto la disponibilità alle squadre di club di poter convocare per alcuni giorni di allenamenti e riunioni tattiche quei giocatori che dovrebbero comporre la rosa della Nazionale di calcio italiana nell'avvicinamento all'Europeo che si terrà in Francia nell'estate del 2016. Nei piani di Conte questi stage dovevano servire a spezzare il buco di quattro mesi senza partite - né ufficiali, né amichevoli - per dare continuità al progetto azzurro e per creare le basi, tattiche e di affiatamento del gruppo, con le quali affrontare le prossime sfide di qualificazioni a Euro 2016. Diciotto squadre italiane avevano accettato le richieste del ct. Solo Roma e Juventus avevano posto il veto, negando il benestare alla Federazione.

 

Perché Juventus e Roma si sono opposte alla richiesta della Figc?

L'opposizione all'idea di Conte è venuta dalle prime due squadre della serie A. I motivi che hanno portato a questo rifiuto sono però diversi. Per quanto riguarda la Juventus la causa del nei dato alla Federazione è quantitativo. Sono almeno 7 infatti i bianconeri che gravitano attorno alla Nazionale: Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci, Ogbonna, Pirlo, Marchisio, ai quali si potrebbero aggiungere i nuovi acquisti De Ceglie e Matri. Il no della Roma invece è conseguenza di quello della Juventus. La società capitolina infatti si era inizialmente astenuta da dare una risposta a Conte, aspettando la mossa dei bianconeri. Una volta arrivato il no da Torino, anche da Roma è stata seguita la stessa strada, sebbene gli stage avrebbero coinvolto solamente De Rossi, Astori e Florenzi.


Il ct Antonio Conte (qui con Massimiliano Allegri) durante la visita alla Juventus


 

Cosa farà adesso Conte?

In mattinata è intervenuto sull'argomento il presidente Carlo Tavecchio: "A proposito degli stage fin dall'inizio abbiamo cercato la strada del confronto e la scelta di non procedere oggi è un segnale di rispetto degli interessi di tutti. Ma ricordo ai club di serie A che la tutela e la valorizzazione della maglia azzurra, che sono la priorità delle strategie federali, passano per l'individuazione di spazi di lavoro ulteriori rispetto a quelli già previsti dalle normative internazionali e per la predisposizione di format e calendari delle competizioni nazionali, campionato e Coppa, più funzionali al sistema. Su questi punti, da qui in avanti, ci aspettiamo risposte coerenti". Le dichiarazioni del presidente della Figc aprono due vie: la prima è il cambiamento del calendario della prossima stagione con l'inserimento di due sessioni dedicate alla Nazionale. Un percorso complicato, ma che potrebbe essere realizzato grazie a una concessione della Uefa. Più fattibile è invece la possibilità di un accordo in Lega Calcio tra i club di serie A per trovare alcune date che possono permettere a Conte di avere a disposizione i nazionali. Il nodo verrà sciolto comunque in estate.

 

[**Video_box_2**]Gli stage sono un "problema" solamente della Nazionale di calcio?

In ogni sport il selezionatore della Nazionale organizza alcuni stage durante la stagione agonistica, ma diventa quasi impossibile realizzarli solo nel calcio. Dalla pallavolo alla pallanuoto, dal rugby alla pallamano, in qualsiasi disciplina sportiva l'allenatore della squadra azzurra ha la possibilità di chiamare gli atleti migliori per un periodo assieme. Questo è permesso da un calendario più leggero e flessibile e da una minore forza contrattuale dei club. Solo nel basket si assiste ad una situazione affine ma non analoga. Nella pallacanestro infatti le defezioni agli stage imposte dai club sono limitate ai giocatori che giocano in Nba.