Una foto della Conferenza internazionale tenuta al Cairo oggi sulla crisi libica (Foto Ap)

La Libia chiede un intervento internazionale per ristabilire la sicurezza

Redazione

Richiesta formulata alla Conferenza in corso al Cairo: "Ci serve protezione per i pozzi petroliferi e gli aeroporti". Attaccato anche lo scalo di Labraq.

In occasione del vertice in corso al Cairo tra i paesi del Nord Africa sulla crisi libica, l'ambasciatore di Tripoli ha richiesto l'intervento internazionale per proteggere i pozzi petroliferi e gli aeroporti del paese. La richiesta è seguita all'attacco lanciato con missili Grad all'aeroporto di Labraq, nell'est del paese e uno dei pochi ancora funzionanti dopo la conquista da parte degli islamisti di quello di Tripoli, avvenuta tre giorni fa. L'ambasciatore Mohammed Jibril ha detto, a margine della conferenza, che "esistono diverse forme di intervento che la comunità internazionale potrebbe adottare" in Libia. La Conferenza ha finito per appoggiare la posizione (più cauta) dell'Egitto e che prevede il disarmo delle milizie, il sostegno al Parlamento eletto all'inizio dell'estate e la
ricostruzione delle istituzioni pubbliche.

 

Fra gli organizzatori dell'incontro in corso al Cairo, l'Egitto e l'Algeria erano quelli maggiormente coinvolti dalla grave crisi in cui versa la Libia dal giorno della deposizione di Muhammar Gheddafi. Gli algerini, in particolare, sono i maggiori indiziati riguaardo ai misteriosi raid aerei che in questi giorni sono stati condotti contro gli islamisti del clan di Misurata. Quest'ultimo, tuttavia, controllano da due giorni anche l'aeroporto di Tripoli. Nel frattempo, il neo eletto Parlamento libico ha dovuto trovare rifugio a est, a Tobruk, dove svolge le proprie riunioni e ha oggi eletto il nuovo Capo di Stato Maggiore dell'esercito.

 

In questi giorni il Consiglio dei giovani musulmani, gruppo vicino ad al Qaeda, ha giustiziato un cittadino egiziano, Mohamed Ahmed, all'interno di uno stadio di calcio situato in quartiere nord-orientale di Derna. Sabato scorso il ministero degli Esteri egiziano ha denunciato l'esecuzione dell'uomo sollecitando le istituzioni regionali ed internazionali ad aiutare il governo libico a combattere i gruppi terroristi e ricostruire il paese. Secondo un'analisi pubblicata dell'agenzia egiziana Mena fra le preoccupazioni dei leader vi è il costante flusso di armi illegale fra la Libia e l'Egitto che ha permesso a molti estremisti islamici locali di armarsi e di compiere attentati in tutto il paese. Le forze islamiste hanno ucciso molti cittadini egiziani e di altre nazionalità presenti sul territorio libico, spingendo migliaia di persone a fuggire. Per sicurezza, lo scorso 22 agosto, Egitto e Tunisia hanno chiuso il loro spazio aereo ai voli provenienti dalla Libia.

 

La crisi in Libia preoccupa non solo i paesi dell'Africa del nord, ma di tutto il continente africano. A fine maggio i ministri degli esteri di Algeria, Libia, Ciad, Nigeria, il segretario generale della Lega Araba Nabil al Arabi e il presidente della Commissione dell'Unione africana Nkosazana Dlamini-Zuma hanno tenuto una riunione sulla Libia a margine della 17ma conferenza del Movimento dei non allineati di Algeri.