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La Cisl è con Marchionne da sempre, il suo successo ci ripaga degli insulti

Speriamo che adesso l’opinione pubblica italiana riconosca l’errore di aver bistrattato la strategia aziendale e finanziaria di Marchionne e l’azione responsabile della Cisl e degli altri sindacati in questi anni difficili per il settore auto nel nostro paese e in tutta Europa. Se oggi la Fiat è un vero gruppo globale è anche merito nostro e dei lavoratori che hanno accettato la sfida del cambiamento in tutti gli stabilimenti italiani.

di Raffaele Bonanni

3 Gennaio 2014 alle 10:22

La Cisl è con Marchionne da sempre, il suo successo ci ripaga degli insulti

Al direttore - Speriamo che adesso l’opinione pubblica italiana riconosca l’errore di aver bistrattato la strategia aziendale e finanziaria di Marchionne e l’azione responsabile della Cisl e degli altri sindacati in questi anni difficili per il settore auto nel nostro paese e in tutta Europa. Se oggi la Fiat è un vero gruppo globale è anche merito nostro e dei lavoratori che hanno accettato la sfida del cambiamento in tutti gli stabilimenti italiani. Siamo stati noi a evitare la chiusura delle fabbriche in Italia, con accordi coraggiosi (e mai obtorto collo, come ha scritto oggi il Foglio) approvati dai lavoratori, che hanno aumentato i salari e reso più produttivi ed efficienti gli impianti,  senza peraltro mettere mai in discussione nessun diritto, come invece hanno sostenuto in maniera ingiustificata anche alcuni politici, per motivi elettorali o ideologici, e una certa pubblicistica faziosa (di destra e di sinistra). Noi non abbiamo mai vacillato. Le “ostilità e le resistenze annidate nella società italiane e nei sindacati”, di cui parla il Foglio, sicuramente non riguardano la Cisl. Non bisogna mai fare di tutta un’erba un fascio. Noi abbiamo sempre sostenuto che l’acquisizione della Chrysler avrebbe avuto positive ripercussioni non solo per gli impianti Fiat in Italia ma per tutto il nostro sistema-paese. La Casa torinese, anche in ragione delle sinergie possibili e auspicabili sui mercati mondiali, avrà ora certamente più risorse da destinare agli investimenti in Italia, con positive ricadute anche per l’indotto. Da quando Fiat ha investito in Chrysler, rafforzando la sua presenza in tutti i continenti (non dimentichiamo per esempio il mercato dell’America latina in grande espansione), c’è stata una spinta forte, soprattutto sul segmento delle auto a maggior valore aggiunto,  che ha trasformato Grugliasco, ma anche Pomigliano, Melfi, Termoli in fabbriche modello. Sul piano produttivo, tutti sanno che gli stabilimenti negli Stati Uniti sono saturi, quindi ci saranno ampi margini di produzione per gli stabilimenti italiani attraverso i nuovi modelli già annunciati di alta gamma, ma anche per la 500 e le altre vetture programmate. E’ chiaro che continueremo a incalzare Marchionne e la Fiat, a cominciare  dalla firma del nuovo contratto di lavoro, e soprattutto sul mantenimento degli impegni produttivi in tutti i siti italiani. La nostra azione sindacale continua. Ma il successo dell’operazione Chrysler è una notizia positiva che ci ripaga come sindacato per tutti gli insulti vergognosi e le aggressioni che abbiamo avuto in questi anni, portando avanti una strategia pragmatica e concreta.

di Raffaele Bonanni (segretario generale Cisl)

Redazione

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