Ronan Farrow

Annalena Benini

“Ascolta, siamo tutti ‘forse’ figli di Frank Sinatra”, ha scritto mercoledì Ronan Farrow su Twitter. E’ stato subito rituittàto dalla madre, Mia Farrow, che a Vanity Fair americano ha appena regalato, appunto, il “forse”: Ronan sarebbe l’unico figlio biologico di Woody Allen, anche se ha da tempo rifiutato quel cognome e quell’esistenza, e poiché il grande amore di Mia Farrow e Frank Sinatra non finì mai davvero, come non è mai diminuito l’odio per Woody Allen, quel “forse”, riferito alla paternità, abbellito dalle dichiarazioni affettuose di Nancy Sinatra, la primogenita (“Ronan è una grande parte di noi e siamo fortunati ad averlo nella nostra vita”) è stato un altro regolamento di conti.

“Ascolta, siamo tutti ‘forse’ figli di Frank Sinatra”, ha scritto mercoledì Ronan Farrow su Twitter. E’ stato subito rituittàto dalla madre, Mia Farrow, che a Vanity Fair americano ha appena regalato, appunto, il “forse”: Ronan sarebbe l’unico figlio biologico di Woody Allen, anche se ha da tempo rifiutato quel cognome e quell’esistenza, e poiché il grande amore di Mia Farrow e Frank Sinatra non finì mai davvero, come non è mai diminuito l’odio per Woody Allen, quel “forse”, riferito alla paternità, abbellito dalle dichiarazioni affettuose di Nancy Sinatra, la primogenita (“Ronan è una grande parte di noi e siamo fortunati ad averlo nella nostra vita”) è stato un altro regolamento di conti, un’altra puntata dell’infinita lotta di Mia Farrow contro il male, impersonato in questo caso non dalle tragedie del Darfur ma dal suo ex compagno Woody Allen, accusato di molestie nei confronti delle figlie adottive di Mia, oltre all’innegabile e bizzarra vicenda del matrimonio con un’altra figlia adottiva, Soon-Yi (hanno a loro volta adottato due bambine, le hanno chiamate come due jazzisti che piacciono a Woody Allen). Con quel tweet brillante, anche Ronan Farrow, venticinquenne di spaventosa bellezza, identico alla madre in “Rosemary’s Baby”, è entrato nella soap opera disinvolta degli incroci di padri, amanti e figli, dove in ogni momento, in ogni intervista, può arrivare il colpo di scena, la rivelazione su chi si è realmente, o almeno chi si è in quell’istante.

Ronan (prima si chiamava Satchel, in onore di un giocatore di baseball amato da Woody Allen, ma ripudiando il padre, per via di Soon-Yi, ha cambiato anche nome e cognome) ha scherzato su Frank Sinatra e sulla propria soap opera, mescolando l’impegno umanitario di ragazzo prodigio e di buona e strampalata famiglia con il senso delle celebrity per la notizia, per l’occhiolino. Ronan Farrow, avvocato per i diritti umani e giornalista (scrive per il Wall Street Journal, l’Herald Tribune e l’Atlantic) è stato consigliere speciale di Hillary Clinton fino al trentun gennaio scorso, quando è scaduto il mandato di segretario di stato, si è occupato di politica estera per temi che riguardano i giovani di tutto il mondo, è stato in Darfur con la madre, ha lavorato in Africa e in Asia, è andato a Yale quando aveva solo quindici anni (“ha preso il cervello da sua madre”, disse Woody Allen con orgoglio, senza ricevere mai risposta, perché Ronan riteneva piuttosto strano essere diventato all’improvviso, e a pochi anni di età, il cognato di suo padre), ha messo i suoi occhi blu e i capelli biondi accanto a tutte le ingiustizie del pianeta, ma anche accanto alle attrici delle serie televisive, alle sfilate di moda, alle feste di compleanno snobbissime in cui ciascuno deve indossare il maglione più brutto del mondo.

Ronan Farrow è un millennial perfetto, tecnologico e ambizioso, ha tredici fratelli di tutte le nazionalità, ma una sorella è morta di Aids, un’altra di problemi di cuore: “Sono così orgoglioso della mia famiglia”, ha detto, “sono cresciuto accanto a Moses, che ha una paralisi cerebrale, e vicino a mia sorella Quincy, nata da madre tossicodipendente, e a Minh, che è cieco. Ho visto i problemi e le necessità, così adesso il pensiero successivo è: ok, che cosa si può fare?”. Suo padre (quando era Woody Allen) non lo amava, sostenne Mia, perché avrebbe voluto una femmina, e lo chiamava “piccolo bastardo”. Adesso Ronan, mescolando vita, ambizioni, soap opera e capelli biondi naturali, diventerà il nuovo Barack Obama oppure, visto che è già in trattative, condurrà un programma tutto suo su Msnbc, canale televisivo molto liberal.

  • Annalena Benini
  • Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.