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Ricordare Craxi

Tutti ad Hammamet

Ha voluto tutto Stefania, la figlia che non si arrende. Alla fine erano seicento gli italiani partiti per la Tunisia per ricordare Bettino Craxi a dieci anni dalla morte, compresi tre ministri italiani (Frattini, Sacconi e Brunetta) e tre tunisini, giornalisti, e l'imprenditore  Tarak Ben Ammar: "Il tempo giudicherà l’eredita pubblica e politica di Bettino Craxi".

15 Gennaio 2010 alle 21:42

Ha voluto tutto Stefania, la figlia che non si arrende. Alla fine saranno seicento gli italiani partiti per la Tunisia per ricordare Bettino Craxi a dieci anni dalla morte, compresi tre ministri italiani (Frattini, Sacconi e Brunetta) e tre tunisini, giornalisti, e l'imprenditore  Tarak Ben Ammar: "Il tempo giudicherà l’eredita pubblica e politica di Bettino Craxi", uomo che ha "reso possibile un dialogo tra i paesi dell’Africa del Nord e ha capito che il dialogo con i paesi del Mediterraneo era vitale". Secondo Ben Ammar è stato Craxi il primo a rendersi conto dell’importanza dell’Olp e a impegnarsi per la pace in Medio oriente. "Oggi più che mai ricordo l’amicizia con lui, che ha scelto di restare nel paese che gli aveva dato la libertà. E’ una relazione vera, lo dimostra il fatto che la gente gli renda onore a distanza di dieci anni".

Oggi c'era una piccola folla nel cimitero cristiano dove c'è stata la cerimonia ufficiale. Stefania Craxi, presidente della Fondazione che porta il nome di suo padre, ha iniziato a fare il primo viaggio nel 2000 e segue da vicino l’organizzazione come sempre. Era facile immaginare il successo di quest’anno e non nasconde la soddisfazione nel vedere quanti hanno partecipato entusiasti. Così ha potuto dire che "l'atmosfera in Italia è cambiata" e tirare un sospiro di sollievo. Parla con tutti, amici o sconosciuti che siano. Nel ricordo di suo padre si è abbracciata con suo fratello Bobo, anche se le divergenze politiche restano. Presenti anche tre ministri del governo: Franco Frattini, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta. La famiglia Craxi era unita davanti alla lapide dell’ex segretario socialista. La moglie Anna, che vive ancora nella grande casa bianca di Hammamet e i figli Bobo e Stefania hanno sancito il rito annuale. C'erano anche Margherita Boniver, Massimiliano Pini, Fabrizio Cicchitto, Paolo Pilitteri e Gianni De Michelis. Dopo un’escursione a El Jem, l’anfiteatro romano a cui Craxi aveva dedicato la serie litografica Coliseum, c'è stata la messa in suffragio e la proiezione in anteprima di “Esilio”, uno dei tre nuovi docu-film realizzati dalla Fondazione Craxi.

Marianna Venturini

Di nascita cesenate e ravennate per crescita, rivendica una milanesità innata ma non spiegata dai geni familiari. Lo stesso vale per la passionaccia politica che l’ha portata fino alla redazione del Foglio. E' stata recensitrice teatrale, redattrice televisiva, biografa casuale e cronista d'opposizione in terra romagnola. Architetto mancata e bocconiana malriuscita si definisce contorta e garantista. Vive grandi passioni, grandi amori e grandi odi. Difficile non accorgersi di quali siano le sue preferenze. Non c’è tempo per i grigi: tutti le scelte sono estreme. La sua stella polare è un ex radicale dal quale, se potesse, non si separerebbe mai.

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