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E' più facile distruggere il Vaticano che la Mecca

Una profezia maya prevede la distruzione del mondo il 21 dicembre 2012 e il regista Roland Emmerich ha dedicato la sua ultima pellicola proprio alla descrizione di come potrebbe essere la catastrofe. Leggi il commento della Bassottina – Leggi la recensione di Mariarosa Mancuso

13 Novembre 2009 alle 14:59

Una profezia maya prevede la distruzione del mondo il 21 dicembre 2012 e il regista Roland Emmerich ha dedicato la sua ultima pellicola proprio alla descrizione di come potrebbe essere la catastrofe. Sono necessari 160 minuti e parecchie scene di devastazione per mostrare la caduta dei principali simboli della cultura, della politica e della religione, oltre che i numerosi morti. Terremoti, eruzioni e tutte le catastrofi possibili sono elencate per illustrare al meglio il disastro.

Cade come fosse fatto di sabbia il Cristo Redentore di Rio De Janeiro, si sgretolano gli affreschi della cappella Sistina, Notre Dame e l’abbazia di Westminster. Poi è la cupola di San Pietro a cadere. Quello che colpisce è che tra tanti luoghi colpiti la Kaaba, l’edificio a forma di cubo sacro per i musulmani alla Mecca, città santa per i mussulmani, resti in piedi. “Volevo distruggere anche la Kaaba, ma il mio co-sceneggiatore me l’ha sconsigliato dicendomi: “Chi te lo fa fare di beccarti una fatwa per un film?”. Credo avesse ragione. Così non l’ho fatto”. Per spiegare il perché  predilige la distruzione dei simboli legati alla cristianità, il regista ha detto: “L’intero Vaticano rotola in testa alla gente. Nella storia, alcune persone credono nella preghiera e si mettono a pregare davanti alla chiesa. In questo caso è la cosa peggiore che potessero fare”. Il cineasta tedesco non ha risparmiato le motivazioni: “Possiamo distruggere i simboli cristiani, ma se proviamo a farlo su un simbolo islamico o arabo rischiamo una fatwa. Questo dovrebbe farci riflettere sulla situazione nel nostro mondo. In ogni caso non mi sembrava una scena poi così importante e ho evitato di girarla”. Poi ha aggiunto: “Sono contro le religioni organizzate”.

Emmerich è da tempo specializzato in pellicole catastrofiche e in passato non si era mai fermato davanti a nessun monumento. In Independence Day venivano distrutti l’Empire State Building di New York e la Casa Bianca, in Godzilla il centro di Manhattan è spazzato via, in The day after tomorrow simboli storici di Los Angeles e New York, come la Statua della Libertà, finivano annientati nel giro di pochi secondi. Eppure per 2012 la pianificazione della distruzione globale non è stata così radicale.
 

Leggi il commento della Bassottina – Leggi la recensione di Mariarosa Mancuso

 

Marianna Venturini

Di nascita cesenate e ravennate per crescita, rivendica una milanesità innata ma non spiegata dai geni familiari. Lo stesso vale per la passionaccia politica che l’ha portata fino alla redazione del Foglio. E' stata recensitrice teatrale, redattrice televisiva, biografa casuale e cronista d'opposizione in terra romagnola. Architetto mancata e bocconiana malriuscita si definisce contorta e garantista. Vive grandi passioni, grandi amori e grandi odi. Difficile non accorgersi di quali siano le sue preferenze. Non c’è tempo per i grigi: tutti le scelte sono estreme. La sua stella polare è un ex radicale dal quale, se potesse, non si separerebbe mai.

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