Violato il segreto dell'Aspen sul G8
Un tempo i vertici tra i grandi del pianeta erano più informali, mentre oggi i capi di governo passano il tempo a emendare migliaia di pagine di documenti preparati dagli sherpa. Questo il senso di uno dei passaggi del discorso dell'ex premier Giuliano Amato all'incontro organizzato ieri da Aspen Italia sul G8 dell'Aquila.
Un tempo i vertici tra i grandi del pianeta erano più informali, mentre oggi i capi di governo passano il tempo a emendare migliaia di pagine di documenti preparati dagli sherpa. Questo il senso di uno dei passaggi del discorso dell'ex premier Giuliano Amato all'incontro organizzato ieri da Aspen Italia sul G8 dell'Aquila. Dalla riunione, tenutasi nella sede di via della Mercede della presidenza del Consiglio, è emerso – secondo la ricostruzione del Foglio – che il vertice abruzzese, pur dovendo discutere della situazione economico-finanziaria, aspira a essere ricordato per il raggiungimento di “obiettivi prestigiosi ma gestibili” su cambiamento climatico, energia e ambiente. Non si è nascosto invece, pur alla presenza di rappresentanti di alcune organizzazioni internazionali (Fao, Oms), che rischiano di essere soltanto simbolici, visti i bilanci degli stati, i risultati in settori come quelli della salute, della sicurezza alimentare e dello sviluppo.
Dopo Marta Dassù, direttore generale per le Attività internazionali dell'associazione presieduta da Giulio Tremonti, è intervenuto un componente dell'ufficio degli sherpa italiani che, passando in rassegna i temi all'ordine del giorno del G8, ha fatto spesso riferimento a concetti quali l'“accountability”, l'“inclusività” e soprattutto “l'efficacia”.
E d'altronde Silvio Berlusconi nelle scorse settimane era stato chiaro: “Vogliamo che questo G8 raggiunga soluzioni concrete”. Ma chi ha seguito le trattative preliminari tra le delegazioni degli otto sa che “bisogna distinguere tra aspirazioni e realtà”. Come dire che accordarsi su una riduzione concertata delle emissioni di gas serra è ancora più difficile in un momento di recessione globale. Al seminario si è notato anche che Barack Obama si presenterà al G8 avendo già approvato nel suo paese, seppure parzialmente, una legge sull'energia. Segno della sua determinazione a procedere. Ma in vista del summit internazionale sul clima che si terrà a dicembre a Copenaghen, secondo Carlo Maria Bollino, economista dell'energia all'Università di Perugia intervenuto ai lavori dell'Aspen, la comunità internazionale non dovrebbe seguire lo schema del “cap and trade”: “Sarebbe più semplice trovare l'accordo, per i singoli paesi, sull'approvazione di una carbon tax – spiega al Foglio – facendo pagare ogni tot di emissioni di CO2. E' più efficace e meno burocratico di un mercato globale di permessi d'inquinamento di burocrazie inutili”. Sul significato politico del vertice si sono pronunciati invece l'ex ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, e i ricercatori del G8 Research group di Toronto che due giorni fa avevano animato un dibattito ospitato da Unicredit Banca di Roma. Altri interventi, come quelli dell'ex ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, hanno privilegiato l'importanza politica dei vertici globali, “luogo di compromesso utile per accordarsi su una governance multilaterale in un mondo oramai multipolare”.


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