cerca

Uno scambio Formigoni-Gelmini?

Complotti padani

All’irritazione di Umberto Bossi per la scelta del maestro unico, tra Brescia e il lago di Garda, non ha creduto nessuno. Non è servito nemmeno aspettare l’intervista-smentita nella quale il leader leghista ha spiegato di essere stato “frainteso” dai giornalisti.

Leggi Oltre al maestro, pure il pilota unico

10 Settembre 2008 alle 17:03

All’irritazione di Umberto Bossi per la scelta del maestro unico, tra Brescia e il lago di Garda, non ha creduto nessuno. Non è servito nemmeno aspettare l’intervista-smentita nella quale il leader leghista ha spiegato di essere stato “frainteso” dai giornalisti. Non ci credevano, alla storia delle diverse filosofie pedagogiche tra il senatùr e Mariastella Gelmini, semplicemente perché da queste parti si sapeva di una cena in riva al lago offerta una decina di giorni fa dal ministro dell’Istruzione allo stato maggiore forzista della Lombardia. Un ministro, quattro assessori regionali e quasi tutti i segretari provinciali del partito in liquidazione per decidere le strategie future tra Brescia (l’anno prossimo, dopo il successo del centrodestra nel capoluogo, si vota per le provinciali), Milano (nel 2010 ci sono le regionali) e Roma. Ed è su quest’asse, dice chi c’era, che si sono concentrate le attenzioni dei presenti.

La possibilità di uno scambio alla pari Formigoni-Gelmini – con l’attuale governatore pronto finalmente ad assumere un incarico nazionale di rilievo e il ministro verso il Pirellone – sarebbe l’obiettivo del Pdl lombardo, sempre che lo stesso Formigoni non ci ripensi un’altra volta. Gelmini, dicono a Brescia e a Milano, ha le caratteristiche giuste per succedergli e non soltanto perché giovane e donna: tra due anni porterebbe in dote un curriculum nazionale e, soprattutto, la capacità di mediare tra le varie fazioni del centrodestra lombardo dimostrata già quando era alla guida della segreteria regionale di Forza Italia.

Con il lecchese Formigoni sistemato in un ministero di peso e i nomi che contano del Pdl milanese già tutti impegnati a Roma, una candidatura Gelmini darebbe finalmente al centrodestra bresciano l’occasione di prendersi una leadership a lungo desiderata e mai ottenuta. Soltanto una promessa da rompere – quella di sostituire un Roberto, Formigoni, con un altro, Castelli – potrebbe rimandare ancora il sogno. Bossi lo sa e ha fatto di tutto per ricordarlo.

Leggi Oltre al maestro, pure il pilota unico

Alan Patarga

Nato a Roma, ha smesso di sentirsi romano da un pezzo e d’altronde con una famiglia che in poco meno di due secoli ha girovagato dalla Grecia all’Egitto e dal Canada alla Padania, sentirsi di qualche parte è complicato. Fondamentalmente un nostalgico, si trova a disagio in questo secolo e tutto sommato anche nel precedente s’è trovato più di una volta in difficoltà, però è convinto che in un Ottocento un po’ oleografico avrebbe dato il meglio di sé. Nella prima repubblica sarebbe stato monarchico, ai tempi del re avrebbe scritto volentieri le clausole del Patto Gentiloni, oggi s’accontenterebbe di potersi dire ancora liberale. Sostenitore delle cause perse a prescindere (gli piace persino Radetzky), è lui stesso nel novero, nonostante sua moglie, il cane e pochi amici credano ancora il contrario. Sui giornali ha cominciato a scrivere prima di prendere la patente e, tranne la laurea, non s’è risparmiato nulla, dalla nera al calcio, dalla geopolitica all’economia.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi