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Francesco non è proprio la tazza di tè dell’antica nobiltà pontificia

E’ finita un’epoca, tutto è cambiato. La vecchia aristocrazia romana “trincea rocciosa del Papa dai tempi di Carlo Magno”, è in crisi. Francesco, il gesuita Bergoglio, è troppo distante da quel mondo che da sempre ruota attorno a San Pietro. Prima, con gli elmi della guardia nobile che scortò Pio VII in Francia per l’incoronazione di Napoleone nel 1805, e poi con le grandi cene che riunivano attorno allo stesso tavolo il gotha della nobiltà e le alte gerarchie ecclesiastiche. Qualcuno, poi, c’è anche rimasto male per quell’accenno fatto dal Pontefice (tra un’omelia a Santa Marta e una predica dall’ambone sul sagrato di San Pietro) ai cattolici solo per moda, “inamidati, da salotto, quelli educati che discutono di teologia bevendo il tè”.

21 MAG 2013

Il Papa è anticapitalista?

Francesco duro con i mercati signori del mondo, ma va letto bene

Padre Federico Lombardi, portavoce della Sala stampa della Santa Sede l’ha definito “il primo grande e significativo intervento personale del Papa sul tema della crisi economica mondiale”. Un discorso “molto suo”, scritto di suo pugno, che Francesco ha letto ieri mattina nella Sala Clementina ricevendo i neo accreditati ambasciatori di Kirghizistan, Antigua e Barbuda, Lussemburgo e Botswana. Una riflessione sulla crisi finanziaria, che ha origine non solo nel “rapporto con il denaro”, che domina noi e le nostre società, ma soprattutto “in una profonda crisi antropologica”. Certo, ha premesso il Pontefice, l’umanità, nonostante paura, disperazione, indecenza e violenza facciano sì che “la gioia di vivere diminuisca” sempre più, ha ottenuto “risultati positivi che concorrono al suo autentico benessere”. Ferrara Francesco, il denaro e la vita indecente

17 MAG 2013

Poche ma sentite parole su “cultura dello scarto” e terrorismo demografico

Non è mai stato un combattente in prima linea, in strada, dietro striscioni a guidare marce per la difesa dei valori non negoziabili, dal no all’aborto al rifiuto dell’eutanasia, dall’opposizione ai matrimoni omosessuali all’adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso. Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires, ha sempre preferito l’ambone delle chiese o i tavoli delle grandi assemblee che periodicamente radunano una vicina all’altra le conferenze episcopali continentali, come quella dell’episcopato latino-americano che si tenne ad Aparecida, in Brasile, nel 2007. Leggi anche Il Papa si scaglia contro "l'ideologia mercatista"

16 MAG 2013

Il Papa si scaglia contro "l'ideologia mercatista"

"La maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo continuano a vivere in una precarietà quotidiana con conseguenze funeste", ha detto stamattina Papa Francesco rivolgendosi ad alcuni ambasciatori che gli presentavano le lettere credenziali. I mali di oggi, ha continuato Bergoglio, sono "una corruzione tentacolare e un'evasione fiscale egoista" che "hanno assunto dimensioni mondiali". Ecco perché è necessario "un coraggioso cambiamento di atteggiamento dei dirigenti politici". Ciò che serve, ha detto ancora il Pontefice, "è una riforma finanziaria etica che produca una riforma economica salutare per tutti".

16 MAG 2013

Il Papa e l’aborto: “Vale la pena proteggere la vita, c’è il soffio di Dio”

Ha atteso la fine della messa, Papa Francesco, per salutare i partecipanti alla terza edizione della Marcia per la Vita, che si è svolta domenica scorsa a Roma. “Invito a mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento, sin dal primo istante della sua esistenza”, ha detto Bergoglio durante il Regina Caeli. Terminata la celebrazione e smessi i paramenti sacri, si è avvicinato ai promotori dell’iniziativa, salutandoli e scambiando qualche parola con loro.

14 MAG 2013

L’ecumenismo della sofferenza nel saluto prudente del Papa ai copti

“Vengo dal paese del Nilo”, ha detto il Papa copto Tawadros II salutando il Papa cattolico Francesco, ieri nel Palazzo apostolico, momento più significativo di una visita che comprende numerosi incontri con i vertici della curia romana. Erano quarant’anni che i capi delle due chiese non si incontravano a Roma, nelle stanze del Vaticano.

11 MAG 2013

Poco latino nelle messe di Francesco: il vescovo di Roma parla italiano

C’è sempre meno latino nelle celebrazioni di Papa Francesco. Basta dare un rapido sguardo ai libretti dei riti presieduti dal Pontefice argentino nel suo primo mese e mezzo di pontificato per accorgersene: dalle grandi messe sul sagrato di San Pietro al Rosario a Santa Maria Maggiore, a prevalere è quasi sempre l’italiano. Francesco è vescovo di Roma, l’ha detto lui stesso parlando per la prima volta dalla Loggia delle Benedizioni la sera del 13 marzo scorso. E, come fa ogni vescovo, nella sua diocesi usa la lingua locale. Non il latino.

08 MAG 2013

Finito l’idillio, le suore ribelli attaccano Bergoglio: “E’ come Ratzinger”

Le suore americane “ribelli”, quelle della Leadership Conference of Women Religious (Lcwr), sono deluse. Pensavano che il ritiro di Benedetto XVI potesse ammorbidire la congregazione per la Dottrina della fede, chiudendo una volta per tutte il loro contenzioso con il Vaticano. Ma Francesco, dopo aver ricevuto in udienza il prefetto Gerhard Ludwig Müller, ha confermato la linea decisa da Ratzinger. Senza alcun cambiamento. L’accusa della curia romana è grave: quelle suore – che rappresentano circa l’ottanta per cento delle 57 mila religiose americane – hanno assunto posizioni inconciliabili con la dottrina cattolica.

07 MAG 2013

Quella vibrazione pop di due Papi a passeggio che potrebbe funzionare

Certo, se anziché il piccolo e austero monastero Mater Ecclesiae in fondo ai giardini, tra alberi da frutto e orti biologici, Benedetto XVI avesse scelto l’abbazia di Le Barroux, il nascondimento sarebbe stato totale e definitivo. Là, tra lavande in fiore e canti in gregoriano magistralmente eseguito, Ratzinger avrebbe potuto coronare il sogno di una vita: ritirarsi come un monaco, nella famiglia benedettina che lui tanto apprezza. Ma il teologo bavarese ha preferito rimanere entro quel chilometro quadrato che è la superficie della Città del Vaticano. Il perché lo ha spiegato lui stesso, nell’ultima udienza generale prima di partire alla volta di Castel Gandolfo: “Non ritorno alla vita privata, non abbandono la croce. Non porto più la potestà degli uffici per il bene della chiesa, ma resto nel recinto di San Pietro” per sostenere con la preghiera la chiesa.

04 MAG 2013

Predicare spiazza

Le omelie a braccio del Papa e quella curia poco abituata

E’ tutta colpa delle brevi omelie del mattino, quelle che Papa Francesco tiene puntualmente ogni giorno poco dopo le sette nella piccola cappella del residence di Santa Marta, davanti a un pubblico sempre diverso: giardinieri, impiegati delle poste, giornalisti, suore e sacerdoti venuti dalle più lontane periferie. E’ il gesuita argentino il primo Pontefice ad aver inaugurato questo stile. Prima di lui, i papi celebravano all’alba una messa nel chiuso dell’appartamento privato. Assistevano i pochi membri della famiglia pontificia, concelebravano il segretario e i più stretti collaboratori. L’omelia non era prevista. Bergoglio, invece, ama vedere la cappella di Santa Marta gremita, va a sedersi nelle ultime file dopo la messa.

03 MAG 2013
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