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Tesoro, c’è un problema tecnico nel Pd

“Il ministro dell’Economia dovrà essere politico, basta con i tecnici”. Le parole che Stefano Fassina consegna tra virgolette al Foglio ci consentono di aprire un capitolo significativo legato a una gustosa battaglia politica e culturale con cui nelle prossime settimane sarà destinato a confrontarsi il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. La battaglia riguarda una delle caselle più importanti che il leader del centrosinistra dovrà riempire nel caso in cui dovesse essere il vincitore delle prossime elezioni, e la casella naturalmente è quella relativa al prossimo ministro dell’Economia. Leggi Bersani: "Non staremo in una campagna elettorale fatta di cabaret" - Leggi Il Cav. dice sì a tutti ma prepara sorprese choc nelle sue liste elettorali di Salvatore Merlo

17 GEN 2013

Pd, Renzi fuori è un autogol

Per sintetizzare la questione in modo molto brutale, possiamo dire che anche i sassi hanno ormai capito che l’unico volto possibile che il centrosinistra può mettere in campo per tentare di sedurre il famoso elettorato indeciso, per provare a non farsi rubare troppi voti dal listone Monti e per cercare di frenare la rincorsa insieme creativa e scombinata di Silvio Berlusconi coincide perfettamente con il profilo desaparecido del sindaco di Firenze Matteo Renzi.

16 GEN 2013

Renzi Light

Rottamazioni rottamate. La lettura dei nomi scelti da Pier Luigi Bersani per rappresentare il Pd nelle liste della Camera e del Senato dimostra che il sospetto coltivato nelle ultime settimane da una buona parte dei sostenitori di Renzi – “Matteo ha scelto di rimandare a data da destinarsi la sua battaglia interna al Pd e alla fine si accontenterà di un piatto di lenticchie” – in fondo non era un sospetto campato per aria. Il sindaco di Firenze, nonostante abbia promesso pochi giorni dopo le primarie di volersi impegnare in una militanza gentile dentro il Pd, stando attento però a non dissipare il prezioso tesoretto raccolto nella sfida contro Bersani, ha di fatto rinunciato a far pesare nel prossimo Parlamento quel quasi 40 per cento che aveva conquistato ai gazebo.

10 GEN 2013

Perché un bel pezzo di Pd sogna una lista Monti non debole

Nonostante le critiche ricevute in questi giorni da chi gli rimprovera di aver “passato il limite” (Dario Franceschini), di aver scelto un atteggiamento “moralmente discutibile” (Massimo D’Alema), di essere stato protagonista di “un’operazione sleale” (Nichi Vendola) e di essere diventato espressione di una “cultura integralista” (Stefano Fassina), la candidatura di Mario Monti, che da ieri è ufficiale come da annuncio del Prof bocconiano, a ben vedere non spaventa più di tanto Pier Luigi Bersani.

29 DIC 2012

Chiacchierata con l’ex senatore

La versione di Ichino

E dunque, addio caro Pd. Pietro Ichino alla fine ha deciso di farlo davvero e nonostante le numerose critiche ricevute in questi giorni dai suoi ex compagni di partito dalla prossima settimana comincerà a lavorare a fianco di Mario Monti per dare un senso alla discesa a bordo campo del professore e, più pragmaticamente, per organizzare in Lombardia la lista unica (si chiamerà “Per l’agenda Monti”) che al Senato aggregherà le anime centriste che si riconosceranno con il programma dell’ormai dimissionario presidente del Consiglio.

27 DIC 2012

Niente più riserva

Cosa cambia per il Pd con la sfida di Monti

“Personalmente credo che la discesa in campo di Mario Monti, se così possiamo definirla, non sia una mossa saggia per il presidente del Consiglio. Dall’altra parte sono convinto però che la sua candidatura possa essere un’opportunità importante per tutto il centrosinistra". Matteo Orfini – 35 anni, esponente della segreteria Pd, testa d’ariete della corrente laburista del Partito democratico, i giovani turchi – di fronte alla possibilità che Monti si candidi davvero alla presidenza del Consiglio non vede un pericolo per il Partito democratico.

22 DIC 2012

Il Pd senza valigia

A pochi giorni dall’arrivo in Aula del Memorandum di Mario Monti, i vertici del Pd continuano a osservare con diffidenza l’opzione “Monti in campo” e continuano a scommettere che alla fine il presidente del Consiglio non si azzarderà a guidare una lista, non darà l’ok a chi gli chiede il placet per indicare il suo nome come “capo della forza politica” di una coalizione (formula prevista dal porcellum) e non correrà dunque il rischio di mettere in discussione il suo profilo bipartisan da super riserva della Repubblica.

19 DIC 2012

Tutti per Monti

I fantasmi del centro

Quella che vi proponiamo in questa pagina è una fotografia di tutto quello che in questi giorni si muove nell’inafferrabile (eufemismo) mondo del centro montiano italiano. Un mondo che, come vi sarete accorti, è impegnato da mesi a portare avanti una missione non proprio semplice che più o meno corrisponde al voler creare un grande partito che non si chiama partito e che si ritrova con un numero indefinito di leader che sono riusciti nella non facile impresa di essere allo stesso tempo in campo senza però essere tecnicamente in campo.

15 DIC 2012

“Sì al Memorandum”

L’agenda dell’Europa è l’agenda dell’Italia, cari amici del Ppe, e vi garantisco che il programma dell’Europa non potrà che essere il programma da cui ripartirà chiunque andrà al governo nella prossima legislatura. Al netto di tutte le interpretazioni possibili sul gesto non scontato di partecipare al pranzo con i vertici del Ppe, il succo della giornata di ieri a Bruxelles è che Mario Monti ha garantito in mondovisione che, qualunque cosa accadrà nella prossima campagna elettorale, l’Italia diligentemente continuerà a fare i suoi compiti a casa.

14 DIC 2012

La carta d’intenti del Prof.

Il Memorandum segreto. Così nasce la campagna parallela di Mario Monti

Al termine della sua prima vera giornata di campagna elettorale – e dopo un lungo duello a distanza con Silvio Berlusconi sull’importanza dei differenziali di rendimento, sul senso della crisi del paese, sulla questione del populismo, sul peso effettivo avuto in questi mesi dagli interventi della Bce e sul bilancio complessivo del suo anno alla guida del governo – Mario Monti è arrivato intorno alle sedici e dieci minuti a Palazzo Chigi con il volto sereno di chi sa di avere in tasca la carta giusta per imprimere una direzione precisa alla prossima competizione elettorale. Leggi “Che ce frega dello spread, c’è Silvio gol”

12 DIC 2012
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