• Il Foglio di Oggi
  • Il Foglio Weekend
  • Il Foglio Sportivo
  • Il Foglio Review
  • Il Foglio AI
Il Foglio
  • Abbonati
  • Il Foglio AI
  • La guerra in Ucraina
  • Iran
  • Podcast
  • Editoriali
  • Leggi il Foglio
  • Newsletter
  • Lettere al direttore
Il Foglio
  • Politica
  • Esteri
  • Chiesa
  • Bioetica e diritti
  • Giustizia
  • Economia
  • Cultura
  • Sport
  • Salute
  • Scuola
  • Cinema
  • Scienza
Abbonati
Leggi il foglio
  • Il Foglio di Oggi
  • Il Foglio Weekend
  • Il Foglio Sportivo
  • Il Foglio Review
  • Il Foglio AI
  • Gran Milano
  • Roma Capoccia
  • Il Foglio europeo
  • Review
  • Un Foglio internazionale
  • Terrazzo
  • Una Fogliata di Libri
  • Il Figlio
  • Mobilità
  • Agrifoglio
  • Rubriche
  • Conosci i foglianti
  • Lettere al direttore
  • Le vignette di Makkox
  • Gli articoli del direttore
  • Gli articoli di Giuliano Ferrara
  • Il Foglio Arte
  • Il Foglio della Moda
  • Podcast
  • Editoriali
  • Iscriviti alle newsletter
  • Stage al Foglio
Conosci i foglianti
  • 1
  • ...
  • 407
  • 408
  • 409
  • ...
  • 444

Il vero Pd da rottamare

Sul percorso a ostacoli che in caso di crisi di governo il Pd dovrà seguire per evitare che la battaglia combattuta attorno alla decadenza del Cav. possa trasformarsi in un autogol capace di restituire nuova linfa a un centrodestra decapitato da una sentenza della magistratura, vi è una questione importante che il segretario in pectore del nuovo Pd, ovvero Matteo Renzi, dovrà affrontare per non perdere di vista quello che fino a oggi è stato il punto di forza della sua leadership politica: la rottamazione del partito delle tessere e la trasformazione del Pd in un partito non di proprietà degli iscritti ma di proprietà degli elettori.

11 SET 2013

Perché il Pd non crede al bluff del Cav.

Un po’ per le questioni di convenienza politica. Un po’ per le questioni di convenienza aziendale. Un po’ per le questioni di convenienza personale. Un po’ per le questioni di convenienza giudiziaria. Un po’ per tutto questo si può dire che oggi all’interno del Partito democratico è difficile trovare qualcuno convinto che gli ultimatum del Pdl siano davvero qualcosa in più di un semplice e formidabile bluff. Ieri il volo minaccioso dei falchi del Popolo della libertà è stato osservato con attenzione durante la riunione della segreteria del Pd. Merlo Il Quirinale ferma la giostra

06 SET 2013

Dissenso radicale

Cara Bonino, un vero Radicale non si nasconde dietro l’Onu

“Cara Emma Bonino, scusami tanto ma da radicale oggi non posso non dirti che la posizione del governo sulla questione siriana non è solo timida e non è solo sbagliata ma è ipocrita, utopistica, anti umanitaristica e, molto semplicemente, anti radicale”. Il Radicale che in questa chiacchierata con il Foglio accusa il ministro degli Esteri Emma Bonino di aver tradito i principi radicali (a) per essersi schierata in Siria su un fronte alternativo rispetto a quello “interventista e umanitario” promosso dall’America di Barack Obama e dalla Francia di François Hollande e (b) per aver subordinato l’azione militare a Damasco a una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu si chiama Matteo Mecacci, dal 2001 al 2008 è stato responsabile per il Partito Radicale Transnazionale all’Onu e dal 2008 al 2013 è stato membro della commissione Affari esteri della Camera. Matzuzzi Il bellum iustum di San Pietro

05 SET 2013

Parla Orsina

Il Pd, Renzi e quella sinistra che regala la battaglia sulla giustizia ingiusta alla destra

Sorriso: “Sinceramente mi viene da ridere pensando che la sinistra, con generosa caparbietà, stia commettendo lo stesso errore che commette da vent’anni: regalare alla destra il tema della riforma della giustizia e perdere un’altra occasione per dimostrare che la gauche italiana ha, come va di moda dire, rottamato il giacobinismo”. Giovanni Orsina insegna Storia contemporanea alla Luiss e ha da poco scritto per Marsilio un libro di successo su tutto ciò che in questo ventennio la sinistra non ha capito del berlusconismo – inteso come fenomeno politico capace di conquistare voti al netto dei giochi pirotecnici messi in scena dal Cavaliere durante la campagna elettorale. Merlo L'autunno della giustizia

03 SET 2013

Renzi e Letta, termini di una sfida

Adesso però bisogna capire: mozione Pulici-Graziani oppure mozione Mazzola-Rivera? Cioè: opzione “dolce e virtuosa e amabile convivenza” oppure opzione “eterno, violento e traumatico conflitto”? Oggi pomeriggio, quando le agenzie cominceranno a battere le parole che Matteo Renzi ed Enrico Letta offriranno più o meno alla stessa ora dai palchi delle feste del Pd di Borgo Sisa e di Genova, si può dire che all’interno del centrosinistra, messa per qualche settimana in cassaforte la questione della stabilità del governo grazie all’abolizione dell’Imu che di fatto condanna il Pdl a dover appoggiare l’esecutivo almeno fino all’abolizione della seconda rata dell’imposta sulla prima casa (ottobre 2013), comincerà a tutti gli effetti un derby molto gustoso che riguarda l’azionista di maggioranza della Grande coalizione: il Pd.

30 AGO 2013

Voto di castità

Renzi e le elezioni a febbraio per evitare la sindrome Prodi

Sul calendario di Matteo Renzi, il mese cerchiato con un tratto di matita rossa in cui provare a far scattare l’operazione X, e verificare con le buone o con le cattive se il governo guidato dall’“amico” Enrico (Letta) ha davvero la forza di andare avanti in questa complicata legislatura, al contrario di quello che si potrebbe credere non si trova sull’agenda 2013 ma si trova all’inizio del prossimo anno, tra febbraio e marzo 2014, quando il percorso che il sindaco ha in testa per conquistare il centrosinistra potrebbe arrivare a un punto utile a scongiurare quello che oggi, come confessano molti parlamentari del “cantuccio magico renziano”, è il vero incubo del Rottamatore: fare la fine di Romano Prodi.

28 AGO 2013

Ma se il Cav concederà la grazia a Letta, Renzi e Letta poi potranno convivere insieme? Sì, ma a un paio di condizioni.

Negli ultimi giorni, tra una disquisizione e un'altra sul futuro politico del Pd e del Pdl e una valutazione e un'altra sulle reali intenzioni del centrosinistra e soprattutto del centrodestra rispetto al destino di questo esecutivo, è successo che il Partito democratico, tra le altre cose, si è ritrovato a discutere un documento congressuale che ha suscitato reazioni vivaci sia all'interno del fronte governativo sia all'interno del fronte anti governativo e che tornerà presto d'attualità se alla fine di queste ore turbolente Berlusconi, diciamo così, deciderà di concedere la grazia al governo Letta. Il documento in questione è quello scritto da Francesco Boccia.

24 AGO 2013

Napolitano, la nota e la lotta delle due sinistre di fronte al partito Quirinale

La lunga nota con cui ieri Napolitano ha risposto con cordiale severità alla richiesta del Pdl di trovare un modo per garantire a Berlusconi una forma di agibilità politica dopo la conferma in Cassazione della condanna Mediaset (richiesta respinta nell’immediato, perché le sentenze si commentano ma le condanne si rispettano,  ma la cui semplice risposta ha indignato una buona parte della sinistra) ha contribuito ad arricchire le pagine di uno dei romanzi più gustosi di questa fase finale della Seconda Repubblica: il rapporto tra il capo dello stato e il Pd.

14 AGO 2013

Niente ergastolo siamo il Pd

A settembre i dem vogliono abolire il “fine pena mai”

Qualche giorno fa, proprio su questo giornale , il responsabile Giustizia del Pd, l’onorevole Danilo Leva, trentacinque anni, scuola dalemiana, prima esperienza in Parlamento, ha accettato di affrontare in un momento molto complicato (sentenze della Cassazione, reazioni della base del Pd, fragilità della grande coalizione) uno dei temi che per forza di cose, come ricordato ieri anche dal presidente della Repubblica, oggi si trova al centro del dibattito tra i due azionisti di maggioranza delle grandi intese: la riforma della giustizia.

14 AGO 2013

Così Zingaretti prepara il suo Big Bang. Un dossier inedito

Qualche giorno fa, il Foglio è entrato in possesso di un documento che nei prossimi giorni potrebbe diventare l’oggetto di una gustosa battaglia politico-culturale tra due pezzi da novanta della nuova sinistra italiana: da un lato Matteo Renzi e dall’altro Nicola Zingaretti. L’autore di questo documento, però, non è il sindaco di Firenze, che pure da mesi sta scrivendo la sua mozione congressuale, ma è invece il neo presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti; che, pur non essendo in procinto di candidarsi a nessuna carica nazionale, cinque mesi dopo la vittoria ottenuta in regione ha scelto di muovere i primi passi per costruire, dall’interno del Pd, una propria rete capace di mettere insieme idee e persone non legate soltanto alla cerchia delle singole esperienze romane.

13 AGO 2013
  • 1
  • ...
  • 407
  • 408
  • 409
  • ...
  • 444
Il Foglio
  • Privacy Policy
  • Contatti
  • Pubblicità
  • FAQ - Domande e risposte
  • RSS
  • Termini di utilizzo
  • Change privacy settings
Torna All’inizio