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Quelle Corti esplosive

Tic tac tic tac. Mentre in Italia buona parte dell’opinione pubblica è impegnata a versare tonnellate d’inchiostro per definire se sia Matteo Renzi ad assomigliare a Virna Lisi o se non sia invece Massimo D’Alema a somigliare a Nilla Pizzi, a poche centinaia di chilometri dai palazzi romani sta andando in scena una silenziosa e micidiale guerra nucleare che nelle prossime ore sarà destinata a emergere come la punta di un iceberg nell’istante in cui i giudici della Corte costituzionale tedesca si esprimeranno sulla legittimità delle politiche monetarie della Banca centrale europea. Carretta Siamo tutti populisti

31 OTT 2013

Cronache dalla Leopolda

Cosa insidia il predellino di Renzi

Lo vedevi un po’ da tutto, lì a Firenze. Lo vedevi dagli sguardi, dalle parole, dai commenti, dai movimenti, dai sorrisi, dalle reazioni, dalle bandiere, dai simboli e soprattutto dai sottotesti. Perché alla Leopolda, naturalmente, era tutto un che bravo Matteo, che discorso Matteo, che stile Matteo, che grinta Matteo, che forza Matteo, che squadra Matteo, che leadership Matteo e che grande Matteo. Ma alla fine dei conti, tra un Baricco e un Serra, un Farinetti e un Guerra, un Delrio e un Franceschini, un Migliore e un Fassino, la vera domanda sussurrata a voce bassa dall’immensa platea della Leopolda era sempre quella: ma come può riuscire Renzi ad asfaltare il vecchio Pd e a trasformare il Popolo della Leopolda, così lo ha chiamato Renzi, nel nuovo grande contenitore del centrosinistra italiano? Editoriale C'è porcata e porcata

29 OTT 2013

Deberlusconizzare stanca

Alfano, Forza Italia e il tentativo impossibile di andare oltre il Cav.

La commedia in tre atti messa in scena nell’ultimo mese dai principali vertici del Popolo della libertà – commedia cominciata il due ottobre con la robusta prova di forza mostrata in Senato del fronte ministeriale del Pdl e proseguita con l’ufficio di presidenza convocato da Silvio Berlusconi per sancire il passaggio a Forza Italia e azzerare le cariche del Pdl – avrà verosimilmente il suo atto finale il prossimo 8 dicembre, quando il Consiglio nazionale del Popolo della libertà ratificherà lo scioglimento del Pdl e la rinascita di Forza Italia.

25 OTT 2013

Le due scalate

Pd & Poteri. Così Renzi si affianca a Prodi per indebolire Letta

Nella corsa parallela che nei prossimi mesi Matteo Renzi ed Enrico Letta metteranno in scena per tentare di non far crollare il Pd sotto il peso delle larghe intese (missione di Renzi) e non far precipitare il governo sotto il peso del Pd renziano (missione di Letta) ci saranno due elementi da tenere sotto controllo per valutare quali saranno i rapporti di forza tra il presidente del Consiglio e il leader in pectore del Pd.

24 OTT 2013

I cristalli del Rottamatore

“Le rivoluzioni vengono fatte e dopo annunciate. Generalmente, chi le annuncia prima, poi non le fa. Questo dice la storia”. Il commento da cui partire per comprendere un aspetto importante nascosto tra le righe dell’intervista rilasciata da Renzi al Corriere è una battuta maligna consegnata ieri alle agenzie da Massimo D’Alema che centra una questione chiave legata al percorso politico del sindaco: come riuscirà Renzi a tenere insieme la necessità di essere il portavoce di una rupture della sinistra evitando che la rupture si trasformi in una rottura e in un’esplosione del partito?

19 OTT 2013

L’altra fiducia del governo

Logoramento. Il processo che spaventa Napolitano non è quello di Palermo

L’inaspettata decisione della Corte d’assise di Palermo, che ieri mattina ha ammesso la testimonianza di Giorgio Napolitano all’interno del processo sulla trattativa stato mafia, è stata accolta dal Quirinale con un comprensibile velo di insofferenza. Ma nonostante l’amarezza manifestata dal capo dello stato rispetto alla possibilità di ritrovare il suo nome sul banco dei testimoni accanto a quello dei boss Giovanni Brusca, Leonardo Messina e Antonino Giuffrè, oggi il processo che preoccupa di più il presidente non è quello di Palermo ma quello che sta interessando dall’interno i due azionisti di maggioranza del governo, e che sul banco degli imputati vede proprio il capo dello stato. L'editoriale Strapoteri giudiziari

18 OTT 2013

Letta, non ci provare

A giudicare dalle dure e inflessibili dichiarazioni consegnate alla stampa dai massimi esponenti del Pd il giorno dopo il “successo” ottenuto il due ottobre in Senato dalla coppia del gol Enrico Letta e Angelino Alfano, il progetto di deberlusconizzare la grande coalizione, di mettere un punto sul ventennio del Caimano e di offrire agli storici una data utile per certificare la nascita di una destra buona assomiglia più a un clamoroso flop che a un formidabile miracolo. “Se non si spaccano a destra – aveva ammonito, severo, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini – sarà stata solo finzione”.

17 OTT 2013

“Questa manovra non esiste”. Il guru di Renzi asfalta la Stabilità di Letta

“Che ne penso di questa Legge di stabilità? Se mi concede una battuta, dico che è così stabile, soffice ed equilibrata che praticamente è come se non fosse mai stata fatta, come se non esistesse”. Yoram Gutgeld, deputato del Pd, guru economico renziano, sorride con un po’ di malizia di fronte alla domanda del cronista e senza cincischiare confessa che la manovra da 11,6 miliardi varata martedì sera dal governo non lo convince. “Le intenzioni sono ottime – dice al Foglio – i titoli buoni, i numeri meno e le riforme forti non ci sono. Su troppi punti si è scelto di girare intorno al problema senza mostrare gli artigli e il governo non ha avuto il coraggio di proporre molti di quei provvedimenti choc che servono al paese”.

17 OTT 2013

Dietro la sfida tra i due rottamatori

Nel grande romanzo del Pd, le dure critiche rivolte da Matteo Renzi al presidente della Repubblica sul dossier indulto-amnistia aprono un capitolo che rischia di creare una frattura pericolosa nei rapporti tra capo dello stato e sindaco di Firenze e che rischia di far aumentare la diffidenza di Napolitano rispetto al percorso imboccato dal Rottamatore per conquistare la leadership del Pd. Leggi l'editoriale La Repubblica di Renzi - Napolitano: "Avanti con le riforme"

15 OTT 2013

Le due strade di Renzi per conquistare il Pd passano dalla mozione Morando

 Quando oggi pomeriggio Matteo Renzi arriverà a Bari, al centro congressi della Fiera del Levante, e si presenterà ai blocchi di partenza di quella corsa che per cinquantotto giorni lo terrà impegnato a conquistare (o almeno a tentare di conquistare) il consenso necessario per raggiungere la segreteria del Pd ci sarà una domanda alla quale il sindaco dovrà rispondere per chiarire una questione che sarà centrale nelle prossime settimane. Una questione che potremmo sintetizzare così: ma il Renzi della campagna 2013 è lo stesso Renzi che si è fatto largo a forza di spallate e a forza di rupture e a forza di sportellate contro la vecchia sinistra conservatrice; o il Renzi di oggi sarà un Renzi diverso, meno di rottura, più allineato con la vecchia sinistra, e magari pronto a cambiare direzione per non mettere a disagio i nuovi compagni di viaggio che hanno scelto di cambiare percorso e salire sul suo carro?

12 OTT 2013
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