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Le altre nomine

I nomi sulle liste. La scelta dei ministri. Le europee. Le contro-candidature. I professoroni. Gli appelli. La presidenza del Senato. La Rai. E poi? A Palazzo Chigi lo confermano sottovoce. Lo sussurrano pensando a quello che è successo ieri e a quello che potrebbe accadere domani. E lo dicono pensando ad alcuni tasselli del mosaico composto in questi mesi di governo dal segretario del Pd. Tasselli che coincidono con l’insofferenza mostrata da Renzi rispetto al presidente del Senato, Pietro Grasso. Tasselli che coincidono con la diffidenza mostrata da Renzi rispetto all’appello firmato dai professoroni contro la riforma del Senato e contro le riforme istituzionali.

15 APR 2014

Le dimissioni di Napolitano tra voci, smentite, renzate e auto candidature

Sono voci che si rincorrono. Sussurri che si ripetono. Veline che si producono. Suggestioni che si manifestano e che si mescolano come in un gigantesco shaker con i nomi di Walter Veltroni, di Pier Luigi Bersani, di Piero Fassino, di Stefano Rodotà, di Matteo Renzi e naturalmente di Giorgio Napolitano. Il tema è sempre quello. E’ un tema delicato, scivoloso, dove le polpette avvelenate sbucano fuori con la stessa velocità con cui nel Pd sbucano fuori sindaci che rinunciano alle candidature in Europa. Ed è un tema con cui il presidente del Consiglio dovrà fare i conti nei prossimi mesi, se è vero quello che da qualche giorno raccontano alla Camera alcuni importanti esponenti del Pd di fronte ai colleghi parlamentari.

12 APR 2014

Taccuino politico

Come Renzi e Padoan governano le tradizionali tensioni Tesoro-Chigi

Partirà sabato da Torino la campagna elettorale per le europee e per le amministrative di Renzi. Il premier ieri ha provato a segnare un punto annunciando la squadra dei capolista con cui il Pd si presenterà alle Europee (cinque donne, Picierno, Mosca, Moretti, Nicolini, Bonafè, una per circoscrizione) ma più che i nomi-spot presentati, a guardar bene, il vero punto di forza del segretario in vista delle europee e in vista del percorso del suo esecutivo riguarda senza dubbio il rapporto speciale, la profonda sintonia, costruita con una figura chiave come quella del ministro dell’Economia.

10 APR 2014

Così Renzi fa suo lo schema Schröder 2003

Def, contratto unico, tagli, il “sì” al modello Marchionne

I numeri, le promesse, il percorso, il modello, le coperture, e poi? Sono le diciannove e trenta quando Matteo Renzi arriva nella sala stampa di Palazzo Chigi, si presenta di fronte ai cronisti e comincia a spiegare rapidamente, in tempo per i tg, il senso politico del Documento di economia e finanza e del Piano nazionale delle riforme appena approvato in Consiglio dei ministri. Renzi dedica parte del suo ragionamento alla natura delle coperture economiche con cui il governo proverà a mantenere gli impegni presi sia sul campo del taglio dell’Irap, sia sul terreno della revisione dell’Irpef, sia sulla delicata partita del bonus da 80 euro al mese per i dipendenti che guadagnano meno di 25 mila euro lordi all’anno. Naturalmente, prima di essere consegnato alla Commissione europea, il Def presentato da Renzi dovrà passare entro il 21 aprile all’esame delle Camere e qualcosa potrebbe essere ritoccata. Leggi anche Peduzzi L’Unione s’è allineata troppo alla Germania, ci dice l’uomo del giorno (guardato storto) a Bruxelles - Lombardi Se il Fondo monetario internazionale affonda l’Italia

09 APR 2014

Def, il sì del governo al modello Marchionne

Ci sono due clamorose novità all’interno del Documento di economia e finanza che in questo momento si trova in Consiglio dei ministri. La novità più importante riguarda un impegno che il governo ha inscritto all’interno del Def e del Pnr e che costituisce una promessa che corrisponde a una doppia rupture sul terreno del lavoro. Da un lato, l’introduzione del “contratto unico con forme di tutele progressive” (“un miglioramento della riforma del mercato del lavoro attraverso il Jobs Act al fine di produrre un sistema più inclusivo e dinamico, superando le rimanenti segmentazioni e rigidità e contribuendo strutturalmente all'aumento dell'occupazione, soprattutto giovanile, e della produttività del lavoro”). Guarda il video-commento di Cerasa Renzi e la vera sfida sui quattrini

08 APR 2014

Speciale online flash 13:30

Renzi e la vera sfida sui quattrini

Leggi anche Lenzi L'accordo con Renzi proietta il Cav. nel futuro Cerasa Mail inedite svelano la svolta autoritaria di Zagrebelsky&Co.

08 APR 2014

La fronda tra i parrucconi

Mail inedite svelano la svolta autoritaria di Zagrebelsky&Co.

Qualcuno lo ha fatto per criticare il metodo. Qualcuno lo ha fatto per criticare il contenuto. Qualcuno lo ha fatto per segnalare la contraddizione. Qualcuno lo ha fatto per dissociarsi. Qualcuno lo ha fatto per evidenziare la deriva. Qualcun altro lo ha fatto per denunciare le modalità. Il senso però è più o meno lo stesso per tutti e potremmo sintetizzarlo così: professor Zagrebelsky, lei è un tiranno! La storia è questa. Riguarda quella formidabile fabbrica di appelli che si ritrova sotto le insegne del movimento Libertà e Giustizia. Riguarda l’ex presidente della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky.

08 APR 2014

Speciale online flash 11:25

Settis, Rodotà, Zagrebelsky e il manifesto dei Parrucconi

In una straordinaria intervista rilasciata oggi al Fatto Quotidiano, a Beatrice Borromeo, il professor Salvatore Settis, tessera numero tre del partito della Costituzione, dopo Gustavo Zagrebelsky e Stefano Rodotà, e intellettuale da sempre molto e sinceramente impegnato per difendere il paese, e l’umanità, da tutti i vili tentativi di riformare la Carta Costituzionale, consegna alla cronista una frase magnifica che inquadra meglio di qualunque saggio politico l’essenza culturale del partito dei parrucconi. Leggi anche Parrucconi e sabotatori Cerasa Come tosare i parrucconi Cerasa Rodotà, ma che stai a fa? Rizzini   La banda Micromega alla crociata anti-Renzi Ferrara Ultimo rifugio delle canaglie, Cost. - Cerasa Quella naturale alleanza tra Renzi e il Cav. contro gli Ayatollah della Carta - Rizzini I soliti prof. “antiautoritari” finiti nelle braccia autoritarie di Gribbels Guarda anche Cerasa Rodotà come Renzi: nel 1985 voleva abolire il Senato  

04 APR 2014

Come tosare i parrucconi

Tic tac. Secondo lo spietato timer attivato un mese fa da Matteo Renzi, i mesi di aprile e di maggio coincideranno con la fase politica più delicata per il governo Leopolda. Da questo punto di vista, quelle che arriveranno saranno settimane chiave per capire non solo che fine farà la legge elettorale (Renzi vuole che sia approvata entro il 25 maggio), non solo per capire se davvero il governo riuscirà a far approvare in Parlamento il ddl costituzionale di riforma del Senato (Renzi vuole che sia approvato in prima lettura entro il 25 maggio) ma anche per capire come si muoverà Renzi su altri terreni significativi. Lavoro. Giustizia. Coperture. Nomine. Fiscal Compact. Def. Tasse. Semestre Europeo. Leggi anche Rizzini Storia di Nomfup, Alastair Campbell della Rottamazione

02 APR 2014

Speciale online 16:28

Rodotà come Renzi: nel 1985 voleva abolire il Senato

Guarda il video - Leggi anche Ferrara Ultimo rifugio delle canaglie, Cost. - Cerasa Quella naturale alleanza tra Renzi e il Cav. contro gli Ayatollah della Carta - Rizzini I soliti prof. “antiautoritari” finiti nelle braccia autoritarie di Gribbels

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