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Nuove alleanze a Palazzo Chigi

Terna e le nomine che svelano la mappa dei poteri renziani

Alleanze. Intese. Triangolazioni. Messaggi. Una lista di nomi che è una cartina al tornasole della geopolitica renziana: Catia Bastioli (presidente), Matteo Del Fante (ad), Simona Camerano, Carlo Cerami, Fabio Corsico, Stefano Saglia (consiglieri). L’elenco che avete letto coincide con la lista che ieri mattina la Cassa depositi e prestiti ha proposto per il cda dell’ultima delle grandi società a partecipazione statale coinvolte nel giro di nomine del governo, ovvero Terna.

02 MAG 2014

Il Primo maggio del ministro

Madia ci spiega il piano del governo per rendere la Pa meno fantozziana

“Ciao ciao ragionier Fantozzi”. Sono le diciannove e cinquanta quando Matteo Renzi conclude la conferenza stampa durante la quale ha presentato i punti chiave della futura riforma della Pubblica amministrazione. I tempi, rispetto al Documento di economia e finanza, non sono rispettati (nel Def, il governo ha promesso di approvare la riforma entro maggio, ieri Renzi ha annunciato che il progetto sarà in Consiglio dei ministri il 13 giugno, e di fatto ieri il premier ha parlato di un metodo, non di un testo).

01 MAG 2014

Speciale online

Le minacce necessarie di Renzi e l'asse con Berlusconi che esiste e resiste

Leggi anche Perché il filo che lega Cav. e Renzi tiene. Nonostante i vari buffetti elettorali

29 APR 2014

Forza Italicum

Perché il filo che lega Cav. e Renzi tiene. Nonostante i vari buffetti elettorali

Tattica, campagna, elezioni, strategie, frizioni vere, frizioni finte, balletti elettorali e una nuvola di fumo dietro la quale si nasconde una verità che potremmo sintetizzare più o meno così: proviamo. Nonostante i buffetti che ogni giorno Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si scambiano con affetto, e che per evidenti ragioni elettorali continueranno a scambiarsi da qui alle europee, la sostanza del rapporto tra il presidente del Consiglio e l’ex premier è sempre la stessa. E non è cambiata di un millimetro: Renzi ha bisogno di Berlusconi nella stessa misura in cui Berlusconi ha bisogno di Renzi.

29 APR 2014

Che c’entra con Renzi il banchiere pop appena promosso al Fondo salva stati

L’anno è il millenovecentonovanta. Lui è un giovane studente fiorentino all’ultimo anno di liceo con la passione per la politica e un futuro nella finanza. L’altro è un ancor più giovane studente fiorentino al primo anno di liceo con una passione per i soliti boyscout e un futuro nella politica. Lui si chiama Cosimo, l’altro si chiama Matteo, i due iniziano a frequentarsi, entrano in sintonia, dialogano, triangolano, e a un certo punto Cosimo, pochi mesi prima di uscire dal liceo, il liceo Dante, dove Cosimo era a capo del Consiglio di istituto, prima di iscriversi all’Università di Siena, prende Matteo da una parte e gli dice: “Dài Matteo perché non ti candidi tu?”.

23 APR 2014

Contratto con gli italiani

Ecco perché la vera sfida di Renzi sul lavoro non è con Alfano ma con la Cgil

Sono le diciannove e quaranta quando alla fine di una giornata di grande commedia politica – con Alfano che prima minaccia con toni imperativi di non voler accettare per nessuna ragione un voto di fiducia sul decreto Poletti, contestando a Renzi di aver tagliato da 8 a 5 le possibilità di rinnovare i contratti a termine nell’arco di 36 mesi, e con lo stesso partito di Alfano che pochi minuti dopo la decisione di Renzi di porre la fiducia sul decreto Poletti accetta di trasformare il suo severo ultimatum in un più morbido penultimatum – un importante dirigente del Pd risponde a una telefonata del Foglio e prova a inquadrare così i termini politici della questione Lavoro Leggi anche Il governo Renzi incrina lo storico patto di non belligeranza tra sinistra d’antan e banchieri

23 APR 2014

Federica Mogherini al Foglio

Farnesina politica, una Nato aggressiva non serve a nulla con Putin

Bonino chi? Sono le sedici e trenta quando Federica Mogherini arriva nel suo ufficio al primo piano della Farnesina per incontrare i cronisti del Foglio e per provare a spiegare attraverso una lunga chiacchierata con il nostro giornale quella che, con un sorriso, il ministro degli Esteri accetta di definire la dottrina Leopolda. La dottrina Leopolda è un insieme in cui Mogherini inserisce come in un grande shaker la posizione del governo italiano sul realismo politico, il dossier ucraino, il rapporto con Putin, sul futuro della Siria, l’interventismo dell’America, la sintonia con la Germania, il destino dell’Iraq, la dittatura della trasparenza, le conseguenze dei fenomeni alla Snowden.  

19 APR 2014

Oltre il caso Marino

Ecco il piano renziano contro le 500 sanguisughe comunali

Domani pomeriggio il governo presenterà in Cdm un decreto legislativo con cui il presidente del Consiglio proverà a mantenere una promessa fatta nel giorno dell’insediamento: incardinare entro la fine di aprile la riforma della Pubblica amministrazione. La riforma circola da alcuni giorni tra le caselle di posta elettronica dei ministri e il succo del testo è quello anticipato giovedì dal Foglio: verranno incentivate, nell’ambito di un “piano nazionale di mobilità”, le uscite dei lavoratori più anziani ma non ancora pensionabili per favorire l’ingresso dei lavoratori più giovani (l’idea è un bando per le assunzioni nel 2015) con un rapporto di un assunto ogni cinque pre-pensionati. Leggi anche Rizzini Marino fa dimettere l'assessore che poteva salvare Roma dal default

17 APR 2014

Geopolitica delle nomine. Quanta rupture c’è nella scossa di Renzi

Le nomine con cui lunedì sera Matteo Renzi ha ridisegnato il profilo di buona parte della classe dirigente delle aziende pubbliche del nostro paese offrono all’osservatore un quadro che più o meno potremmo sintetizzare così: rottamazione dal punto di vista della forma, rottamazione parziale dal punto di vista della sostanza. Sul piano della forma il risultato di Renzi appare evidente. E tra presidenti e amministratori delegati, rispetto all’ultimo giro, è rimasto, come da ferma richiesta di Giorgio Napolitano, soltanto Gianni De Gennaro alla guida di Finmeccanica. Per il resto, Renzi ha cambiato praticamente tutto e ha condito il suo cambiamento con il tocco chic e charmant delle nomine femminili: Emma Marcegaglia alla presidenza di Eni, Patrizia Grieco alla presidenza di Enel, Luisa Todini alla presidenza di Poste e da ieri (almeno così pare) Catia Bastioli alla presidenza di Terna.

15 APR 2014

Speciale online 19:30

Fine del modello Rai. Quanta politica c’è nelle nomine di Renzi

Marta Dassù. Fabrizio Pagani. Roberto Rao. Alberto Pera. Antonio Campo Dall’Orto. Fabrizio Landi. Alberto Bianchi. Luigi Zingales. Alessandro De Nicola. Patrizia Todini. C’è una chiave ulteriore che si legge in controluce dietro le nomine realizzate dal governo all’interno dei consigli d’amministrazione delle società partecipate. Ciò che risulta significativo nella selezione dei nomi di Renzi riguarda il tentativo da parte dell’esecutivo di tracciare un percorso che lega sia le scelte fatte dal presidente del Consiglio all’interno del governo, sia le scelte fatte dal presidente del Consiglio all’interno delle liste elettorali per le Europee sia, adesso, all’interno della lista dei nomi voluti per rinnovare i cda di Eni, Enel, Finmeccanica, Poste, Terna. Il criterio sembra essere sempre lo stesso: primato della politica, rottamazione dei tecnici e della società civile.

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