Codice De Falco Ne abbiamo sempre bisogno. Aspettavamo con ansia quel “Vadaabordocazzo” come aspettiamo ogni volta, in “Full Metal Jacket”, “Qui non si fanno distinzioni razziali, qui si rispetta gentaglia come negri, ebrei, italiani e messicani. Qui vige l’uguaglianza, non conta un cazzo nessuno. I miei ordini sono di scremare tutti quelli che non hanno le palle per servire nel mio beneamato corpo. Capito bene, luridissimi vermi??”, con la stessa tensione in cui in “Codice d’onore” vogliamo che Jack Nicholson risponda alla domanda finale: “Ordinò lei il codice rosso?”. Leggi Schettino, l’umiliazione di “quell’uomo” e il marciume del moralismo 19 GEN 2012
Colosseo fatale La maledizione del Colosseo continua a colpire tutti quelli che gli girano intorno con mire espansionistiche, e spesso basta avvicinarsi al Colosseo per venire presi da incantamento furbettistico e non rendersi più conto di ciò che si dice. Quelli che si accasano, sereni, a loro insaputa (il filone inaugurato da Claudio Scajola ha fatto storia ed è diventato un genere molto seguìto, ma è giusto rendere omaggio al fondatore), quelli che per risparmiare un po’ di euro fanno causa e dicono che l’immobile è deprezzato perché sorge su una zona sismica. 15 GEN 2012
Mare d'inverno Il riscaldamento globale non è una variazione del clima ma una condizione dell’anima, quella tensione del cuore e del corpo verso l’estate anche d’inverno, l’irresistibile tentazione di partire con la sciarpa, arrivare in un posto lontano e assolato, mettersi in mutande, scottarsi la pelata. Anche se fino all’altroieri si girava in maniche di camicia, anche se i segni dell’abbronzatura estiva sono ancora tutti al loro posto, insieme alle foto dei tramonti, c’è un cinepanettonico (libero e legittimo) bisogno di atollo, di resort. 12 GEN 2012
Ricchi clochard C’è un momento penoso nella storia della barba di un uomo, ed è quello in cui la barba non è ancora vera barba e non è più barba incolta. E’ il momento Marchionne. Che ha deciso di abbandonare la divisa da sabato pomeriggio (pullover nero) e allontanarsi ancora di più dall’immagine lucidata, che non gli è mai piaciuta perché è laureato prima di tutto in Filosofia, da amministratore delegato Fiat. Bisogna ringraziarlo perché ultimamente le automobili sono andate piuttosto male, ma Marchionne ci ha risparmiato pochette nel taschino, doppiopetti, scarpe a specchio. 11 GEN 2012
Regali proibiti Silvio Berlusconi è prenatalizio e rilassato, durante i ricevimenti al Quirinale, felice di leggere i giornali senza che gli vengano gli incubi la notte, contento di volare su aerei più degni del suo rango, felice di dedicarsi alle conversazioni con i venditori di beni di lusso e preoccupato come sempre di difendere la libertà. In un paese avvolto dalle lacrime di Elsa Fornero per i sacrifici che verranno, in un momento in cui tutti sono all’improvviso commercialisti e studiano le buste paga, il Cav. individua, nel suo modo surreale fantasmagorico, il problema sentimentale dei ricchi. 22 DIC 2011
Morti parallele Non è una cosa che succede spesso, in questo giornale. Vicende che a un tratto semplificano i pensieri. Morti illustri che ci permettono di dire che bene è bene e male è male, senza paura di essere superficiali o conformisti, di non avere colto la furbizia narcisistica nel bene, o il chiaroscuro che riscatta e ribalta il racconto del male. 19 DIC 2011
Meglio Twitter Il catalogo (virtuale) è questo: Facebook ha ottocento milioni di utenti connessi e sta per diventare il fenomeno finanziaro del prossimo anno con la quotazione in borsa, non è più molto di moda ma fa famiglia, ci si resta affezionati e si sta in pantofole. Twitter è il salotto buono, in gran voga, dove bisogna sembrare brillanti, attivi e sul pezzo e dove si possono seguire le vite delle star, sentendosi anche un po’ amici loro. 16 DIC 2011
Ode al bullo Bisognava capirlo nel momento in cui disse: “Preferisco che ascoltiate, anziché applaudire”. Era il giorno del debutto di Mario Monti al Senato, e l’aria da alto e disciplinante tecnocrate velò al pubblico l’anima un po’ bulla, che si faceva già beffe dei senatori (io non ho bisogno di applausi, a differenza vostra, io ho delle cose da spiegare che fareste bene a memorizzare, cari i miei piccoli inadeguati contadinelli). 15 DIC 2011
Lasagne al rogo Arrivederci lasagne: i menu popolari e i Natali con purè e cotechini sono diventati impresentabili. Non solo per una questione di sobrietà ferita (tutte quelle stoviglie grondanti sugo in cui certi sciagurati desiderano tuffarsi con il pane sono il segno di una volgare cecità nei confronti della crisi), ma anche per la scarsa riflessione alla base di questi pasti di basso livello, dove le proteine si mischiano con i carboidrati e i grassi saturi si rotolano nei piatti assieme ai fritti, mentre il chilometro zero e la sostenibilità vengono avviliti di continuo in favore di mostrificanti abbuffate che ottundono il cervello. 13 DIC 2011
Invecchiare in lacrime Vietato leggere le tabelle dei quotidiani, con la data di nascita e la data di pensionamento. Quelli che l’hanno fatto sono tutti morti (“Vado in pensione a 106 anni”), e muoiono ogni giorno di morte diversa perché le date cambiano, soprattutto nello stesso giornale. Le lacrime di Elsa Fornero si sono diffuse velocissime, quasi quanto l’innalzamento dell’età pensionabile che, dice Chiara Saraceno al Foglio, “è stato troppo accelerato: l’impianto della riforma Berlusconi era lento, questo è stato fulmineo”. 08 DIC 2011