• Il Foglio di Oggi
  • Il Foglio Weekend
  • Il Foglio Sportivo
  • Il Foglio Review
  • Il Foglio AI
Il Foglio
  • Abbonati
  • Il Foglio AI
  • La guerra in Ucraina
  • Iran
  • Podcast
  • Editoriali
  • Leggi il Foglio
  • Newsletter
  • Lettere al direttore
Il Foglio
  • Politica
  • Esteri
  • Chiesa
  • Bioetica e diritti
  • Giustizia
  • Economia
  • Cultura
  • Sport
  • Salute
  • Scuola
  • Cinema
  • Scienza
Abbonati
Leggi il foglio
  • Il Foglio di Oggi
  • Il Foglio Weekend
  • Il Foglio Sportivo
  • Il Foglio Review
  • Il Foglio AI
  • Gran Milano
  • Roma Capoccia
  • Il Foglio europeo
  • Review
  • Un Foglio internazionale
  • Terrazzo
  • Una Fogliata di Libri
  • Il Figlio
  • Mobilità
  • Agrifoglio
  • Rubriche
  • Conosci i foglianti
  • Lettere al direttore
  • Le vignette di Makkox
  • Gli articoli del direttore
  • Gli articoli di Giuliano Ferrara
  • Il Foglio Arte
  • Il Foglio della Moda
  • Podcast
  • Editoriali
  • Iscriviti alle newsletter
  • Stage al Foglio
Conosci i foglianti
  • 1
  • ...
  • 126
  • 127
  • 128
  • ...
  • 174

Morire di paura

Se non siete mai stati sicuri di avere la peste bubbonica perché a un certo punto vi sentivate stanchi, l’articolo di Woody Allen sugli ipocondriaci non vi riguarda. Se non vi svegliate alle tre di notte con la certezza che state per morire, allora non siete nemmeno allarmisti. Allarmisti e ipocondriaci formano due diverse categorie di follia isterica, accomunate dal fatto che in entrambi i casi si finisce al pronto soccorso urlando: muoio. Woody Allen, che quando esce di casa per un cappuccino da Starbucks non resiste al desiderio di farsi un check-up volante, una lastra ai polmoni prêt-à-porter, un elettrocardiogramma veloce, rifiuta decisamente la definizione di ipocondriaco.

18 GEN 2013

Accompagneremo i figli a scuola fino a quando andranno in pensione

Mia figlia abita a duecento metri dalla scuola elementare. C’è il marciapiede, una strada da attraverse sulle strisce pedonali, poi di nuovo una specie di marciapiede fino alla scuola. Ha quasi sette anni, e secondo gli educatori e gli psicologi di tutto il mondo tra i sette e i nove anni bisogna cominciare a mandare i bambini a scuola da soli, o a comprare il latte nel negozio sotto casa, o a giocare ai giardinetti con gli amici senza un adulto di sentinella. Perché devono diventare indipendenti, sani, capaci di affrontare gli imprevisti, e perché non bisogna soffocarli con la scusa di tenerli al sicuro.

17 GEN 2013

Utili idioti

Quando si discute di grandi crisi economiche, catastrofi aziendali, credit crunch, si elaborano teorie molto raffinate, con numeri e diagrammi di flusso, evitando spesso di citare il primo e il più colpevole elemento, in un mondo di cause ed effetti: la stupidità. E’ l’elemento umano della macchina, lo sbaglio decisivo, oppure una montagna di sbagli commessi uno dopo l’altro, senza che nessuno gridi: ehi, sei completamente scemo, che stai facendo? Lo stato bovino del mondo, insomma, per cui non si fa mai per tempo quel passo indietro, e il motivo essenziale per cui, scrive il Financial Times, ci aspettano anni e anni di dolorosa riabilitazione.

16 GEN 2013

Immensamente Gerard

Gérard Depardieu ha trascinato Vladimir Putin nella storia dell’arte, abbracciandolo, sfregando il suo corpaccione strabordante contro quello oliato e teso del presidente russo, l’antitesi muscolosa della nouvelle vague. Sembravano Obelix e Asterix che si incontrano, sembrava ci fosse una sceneggiatura e un motore, azione, gridato da qualcuno là dietro.

14 GEN 2013

Redditometro

Non credo di essere in grado di giustificare quella manicure di troppo fatta nel 2009: gentile signor Fisco, lo so, non me la sarei potuta permettere, ma sono una contribuente imbranata e pigra, che non sa mettersi lo smalto da sola. E una viziosa, che compra troppi croccantini al gatto, non sa imporgli la giusta misura di cibo e finisce con lo sforare di molto anche le tabelle del supermercato. Leggi L’Imu in Europa notizia farlocca

09 GEN 2013

Sposami stupido

Ci si sposa, fiduciosi, convinti che, in nome dei luoghi comuni, manchino almeno sei lunghi anni di intenso idillio alla crisi del settimo anno. Ci si sposa speranzosi che sia un approdo, e del resto la maggior parte delle commedie sentimentali finisce quando lui conquista lei, nessuno è interessato al giorno dopo le nozze. Secondo due scrittrici inglesi, Tania Kindersley e Sarah Vine, autrici di “All’indietro e sui tacchi a spillo, l’impossibile arte di essere donne” (appena uscito per Einaudi), ogni sceneggiatore diligente impara il trucco della “Tsi”, la tensione sessuale irrisolta.

04 GEN 2013

Numero uno: “Il telefono non è tuo”. Pedagogia applicata all’iPhone

E’ il mio telefono. L’ho comprato io. L’ho pagato io. In definitiva te l’ho prestato. Sono o non sono la migliore? E’ il primo dei diciotto punti contrattuali che il figlio tredicenne di una madre iperattiva ha trovato allegati, per la sottoscrizione, al proprio notevole regalo di Natale: un iPhone. Il suo primo iPhone. Come la prima bicicletta, le prime scarpe con il tacco che fanno camminare dondolando: è un momento importante, di passaggio, ed è anche un atto di fiducia.

03 GEN 2013

Galateo di mezz’età

Dio come rimpiango di non avere indossato un bikini per tutto il giorno quando ero una ventiseienne!”, scriveva Nora Ephron a proposito dell’invecchiare, del non potere più indossare magliette troppo sbracciate, e anche dell’essere circondati, sul lavoro, da persone sintonizzate con il loro tempo che vogliono il tuo lavoro. E lo avranno.

21 DIC 2012

Marionette

Benigni sul Cav. dopo il Cav. dalla D’Urso dimostra che non c’è più vita oltre la satira

La lezione di Roberto Benigni è stata perfetta, come sempre appassionata e con grandi ascolti, ma la parte iniziale, quella di satira, ovviamente su Silvio Berlusconi, avrebbe potuto rovinare il gusto di uno spettacolo vivo e leggero su un pezzo di storia d’Italia. Perché non era divertente, non era avventurosa, era piuttosto stanca e disarmata (però nemmeno per un momento rancorosa), e anche questa volta la colpa è tutta di Berlusconi. Ha ucciso la satira, incenerendola.

19 DIC 2012

A Newtown

Mia figlia è arrivata piano alle spalle mentre leggevo, al computer, di Newtown: sul sito del New York Times c’erano le foto di genitori disperati, orsetti di pezza e bambini in fila indiana che scappano da quella scuola maledetta, e altri bambini che portano le candele. Mi ha chiesto perché piangevano tutti e anche io, che cosa era successo. Ho pensato: non posso dirglielo. Avevano sei anni come lei, stavano preparando i lavoretti per Natale come lei, che ogni giorno strappa un foglietto dal calendario e conta sulle dita quanto manca, preoccupata che Babbo Natale non trovi la strada di casa nostra, visto che non c’è il camino. Leggi Perché al Foglio siamo cattivi di Giuliano Ferrara - Leggi Il dramma dostoevskijano del Connecticut, sospeso fra legge e libertà di Mattia Ferraresi

18 DIC 2012
  • 1
  • ...
  • 126
  • 127
  • 128
  • ...
  • 174
Il Foglio
  • Privacy Policy
  • Contatti
  • Pubblicità
  • FAQ - Domande e risposte
  • RSS
  • Termini di utilizzo
  • Change privacy settings
Torna All’inizio