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Ma che noia

Non basta dire: che noia. Non basta fare quella faccia, con gli angoli della bocca un po’ all’ingiù, le palpebre che si abbassano e gli occhi che guardano altrove. Bisogna specificare da che tipo di noia si è afflitti in questo preciso momento, spiegare con quanta frequenza accade e quanto tempo, insomma, investiamo nell’annoiarci. Secondo uno studio tedesco appena pubblicato, raccontato dal New York Magazine, esistono cinque categorie di noia (ed è molto probabile che nello stesso soggetto possano coesistere tutte e cinque).

22 NOV 2013

Mai fidarsi dei ricordi, perché la memoria non è verità, ma romanzo

Non bisogna fidarsi dei ricordi, perché sono quasi sempre sbagliati. Quello che abbiamo mangiato ieri a pranzo, quello che abbiamo detto cinque anni fa al nostro peggior amico, le parole usate da un ex fidanzato per lasciarci nel 1998. Non ci ricordiamo niente, oppure tutto, ma in forma romanzata. I ricordi sono storie ricreate in un nuovo momento dalla nostra testa, e noi siamo davvero convinti che sia andata così (di solito nel modo migliore per noi, più edificante), ma la memoria è fallace e fantasiosa.

20 NOV 2013

La pensione di Carlo

Sono passati più di vent’anni da quando Camilla Parker Bowles raggiungeva il suo amante sposato, il principe Carlo, dall’entrata posteriore della tenuta di campagna, lo coglieva di sorpresa a petto nudo sul terrazzo e gli diceva: “Come sta il mio principino preferito oggi?”, mentre Diana in un’altra stanza singhiozzava disperata. Camilla entrava dal retro, oppure aspettava che Diana tornasse a Londra con i figli e gli sussurrava al telefono: “Non posso sopportare una domenica sera senza te” (e lui le diceva che voleva stare tutto il tempo dentro i suoi pantaloni).

15 NOV 2013

Tutta colpa sua

C’è una nuova scusa per i tradimenti. Una di quelle frasi che il traditore sparge con generosità per spiegare che non è stata colpa sua, che lui non avrebbe mai voluto ma è stato costretto ad andare a casa di quella perché “tu non ci sei mai, mi sentivo così solo”, oppure “da quando c’è la bambina tu non mi guardi più”, o anche “avevi perso il tuo calore”. Tutti modi piuttosto classici per spiegare il motivo per cui ci si è iscritti a un sito di appuntamenti extraconiugali, o per prendere tempo mentre l’amante si riveste e fugge per le scale.

14 NOV 2013

Amici a noleggio

Il decoratore d’interni, il maestro di yoga, il medico omeopatico, la nanny dei ragazzini. C’è un momento, molto pericoloso, in cui la signora di successo, l’uomo ricco, la coppia famosa, raccontano con entusiasmo di quanto il parrucchiere sia diventato, negli ultimi tempi, il loro migliore amico. E come li sa capire la tata sudamericana, nessuno mai. L’idillio dura per un po’, l’entourage del ricco signore si anima di un nuovo assistente che brilla di luce e viene chiamato: amico mio.

13 NOV 2013

Padri comici e spaventati

Sono le sette e trenta del mattino, la colazione è pronta, la quindicenne arriva in cucina, lasciando dietro di sé, in corridoio, sul pavimento, la scia dei vestiti che ha provato ma non l’hanno convinta. Come i sassolini di Pollicino, la scia di cotone, felpa, acrilico e jeans arriva fino all’armadio della camera da letto, poi fa una curva ed entra in bagno, dove giacciono quattro scarpe, cinque calze e due asciugamani molto bagnati. La madre non ci fa caso, non ci si può rovinare la giornata già a quest’ora del mattino, pensa: magari poi raccoglie tutto, amore della mamma. Camilla, dài, devi chattare anche a quest’ora?

11 NOV 2013

Cosce d’aria

La prima reazione, dopo avere letto della fissazione femminile per il “gap” fra le cosce, è d’incredulità. Davvero hanno teorizzato la necessità di avere uno spazio a forma di diamante nella parte superiore delle cosce, appena sotto il pube? La seconda reazione è alzarsi dalla sedia, piene di indignazione, e andare a cercare uno specchio per controllare l’esistenza o l’inesistenza di questo divario, per l’assenza del quale una modella famosa, Robyn Lawley, è stata paragonata a un maiale e considerata, definitivamente, troppo grassa.

06 NOV 2013

Non svegliarmi

Adesso però dormi, domani c’è la scuola. E spegni quel telefono, non vedi che ore sono? A mezzanotte gli schermi grandi e quelli piccoli mandano luci blu, c’è ancora tanto da dirsi via chat, ci sono le foto da controllare, un’altra domanda su Ask, e domattina alla prima ora spiega Storia, quindi dormo. Gli adolescenti non hanno mai sonno (spesso nemmeno i neonati, che però non hanno la sveglia alle sette), c’è troppo da vivere, da scriversi: dormono sempre meno.

05 NOV 2013

Big Mother

La prima regola, nello spionaggio verso i propri figli, è non farsi beccare. Resistere alla tentazione di dire: lo so che fumi, ho trovato l’accendino frugando nella tua borsa; lo so che bevi, c’era un tappo di Peroni attaccato con lo scotch a pagina ventotto del tuo diario segreto, quello con il lucchetto che ho forzato. Se si vuole sapere, bisogna fingere di non sapere. Simulare anche scarsa dimestichezza con la tecnologia, in modo da non far sospettare loro che si sta usando un Iphone Spy Stick: quando i figli dormono ignari, con il telefono abbandonato acceso sul pavimento, i genitori lo rubano e lo collegano al computer con una chiavetta spiona, che scarica la cronologia dei siti web.

03 NOV 2013

Vèstiti, ma da uomo

E’ uno dei principali motivi per cui le storie d’amore estive si scontrano contro la brutalità dell’autunno e vanno in pezzi. Ci si innamora sopra un’isola, magari, in un villaggio di pescatori, in luoghi dove al massimo ci si infila una maglietta, la sera, e ci si promette di rivedersi prestissimo, per cominciare il resto della vita insieme. Passano i giorni, finisce l’estate e lo si aspetta in aeroporto, col cuore che scoppia, oppure alla stazione del treno, o in casa camminando avanti e indietro e correndo davanti allo specchio ogni minuto.

29 OTT 2013
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