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Collina vomita e ordina di bruciare i pantaloncini color topo

Due settimane fa, guardando le prime partite della nuova Champions, l'occhio non poteva che cadere sulla mise degli arbitri. Veniva quasi voglia di appendere il fischietto al chiodo per protesta contro l'oltraggio.

30 Settembre 2014 alle 10:54

Due settimane fa, guardando le prime partite della nuova Champions, l'occhio non poteva che cadere sulla mise degli arbitri targata (come sempre) Adidas. Nuove maglie sfumate opache, da quella giallo-sbiadito con chiazze facilmente scambiabili per sudore o altri fluidi corporei a quella grigio-nera che vagamente ricordava la carrozzeria jellatrice della Duna di (poco) venerata memoria. E poi i pantaloncini, lunghi come quelli dei cestisti (che però sono anche alti due e più metri). E noi, qui, a lamentarci delle vecchie ma nobili divise bianche da infermiere o quelle violette partorite da non si sa che stylist. Veniva quasi voglia di appendere il fischietto al chiodo per protesta contro l'oltraggio. Per fortuna, la minestra, quella sera, è andata di traverso anche a Pierluigi Collina, che s'è talmente incazzato da fare un falò degli orrendi calzoncini color topo. Con un comunicato inviato dal Dipartimento arbitrale dell'Uefa a tutte le associazioni nazionali, i fischietti dovranno (dalla terza giornata di Champions, fine ottobre) ripristinare le vecchie braghe nere. Tutto bene quel che finisce bene. Però un interrogativo rimane: possibile che nessuno, ai piani alti della Federazione europea di calcio, abbia buttato un occhio sui kit disegnati e cuciti per gli arbitri? Eppure, quando c'è da fare disfare e rifare scenografie per i sorteggi-evento (manco fossero gran galà da notte degli Oscar) con tanto di palline a forma di pallone da calcio marchiate Uefa, i tecnici-funzionari-burocrati sono attentissimi.

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