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Rizzoli e Argentina-Belgio

Nel 1986, Nicola Rizzoli aveva quindici anni e il 25 giugno di quell’anno anche lui, probabilmente, era piazzato davanti alla tv a guardare la semifinale tra l'Argentina di Maradona e il Belgio di Scifo.

4 Luglio 2014 alle 10:03

Rizzoli e Argentina-Belgio

Nel 1986, Nicola Rizzoli aveva quindici anni e il 25 giugno di quell’anno anche lui, probabilmente, era piazzato davanti alla tv a guardare la semifinale tra l'Argentina di Maradona e il Belgio di Scifo. Domani alle 18 ora italiana, sarà proprio il nostro arbitro di punta a dirigere Argentina-Belgio, quarto di finale sulla carta equilibratissimo. Accanto a lui, i fedeli Renato Faverani e Andrea Stefani. Prima di entrare in campo, forse, Rizzoli tornerà indietro con la mente di ventotto anni. C'era tensione prima di quella gara, i belgi erano nervosi e preoccupati. I loro avversari, infatti, erano reduci dal quarto di finale con l'Inghilterra, vinto 2-1 grazie alla mano de Dios del pibe de oro incredibilmente non vista dall'arbitro tunisino Bennaceur (o Bin Nasser). Temevano, i Diavoli Rossi, che qualche aiutino all'Albiceleste potesse arrivare anche in semifinale. E così andò. Sviste incredibili da parte della terna guidata dal messicano Ramirez, che fin dal primo minuto dirottarono la partita verso l'epilogo a tutti noto. Incredibile quanto combinò il guardalinee (si chiamavano ancora così, all'epoca) portoghese Silva Valente, che nel giro di un minuto fermò gli attaccanti belgi diretti in porta segnalando due fuorigioco che definire inesistenti è usare un eufemismo.

 

 

C'è da dire, a parziale scusante di Silva Valente, che allora i guardalinee non erano specializzati e inquadrati in un ruolo definito, bensì erano pescati tra gli arbitri del mondiale. In pratica, è come se Rizzoli alternasse prestazioni da fischietto centrale ad altre come assistente. A ogni modo, è difficile pensare che Stefani e Faverani si renderanno protagonisti di svarioni siffatti. Anche perché cose così si sono viste solo in Corea e Giappone, nel 2002, quando la regola del fuorigioco subì interpretazioni talmente originali da far imbarazzare perfino uno come Blatter.

 

Quanto al quadro complessivo delle designazioni per i quarti, c'è solo una sorpresa: Brasile-Colombia affidata allo spagnolo Carlos Velasco Carballo, uno che pare dirigere senza cartellini. A parere di chi scrive, dopo Uruguay-Inghilterra – dove ha tollerato di tutto senza fare nulla, sembrando più un amministratore di condominio che un arbitro di calcio – la Fifa avrebbe dovuto rispedirlo a casa. E invece gli tocca una brutta gatta da pelare, sfida all'ultimo sangue tra sudamericani. Auguri vivissimi. Infine, una nota a margine: se all'argentino Nestor Pitana è stata affidata Francia-Germania, all'uzbeko Irmatov toccherà Olanda-Costa Rica. Gara misera? Occhio: magari si tratta di una designazione per tutelarlo in vista di qualcosa di ben più sostanzioso...

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