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Se Mike Tyson si fosse sentito donna

Andrea Marcenaro

Il caso di Valentina Petrillo, la velocista trans che vuole partecipare alle Paralimpiadi di Tokyo

Valentina Petrillo, ipovedente, che prima si chiamava Fabrizio, vuole diventare la prima atleta trans a rappresentare l’Italia in campo internazionale e ha ferma l’intenzione di partecipare alle Olimpiadi paralimpiche di Tokyo del 2021. Venerdì e sabato scorsi, ai campionati italiani paralimpici tenuti a Jesolo, ha vinto le prove femminili dei 100, 200 e 400 metri piani. In quello stesso stadio Valentina partecipò, nel 2018, alla sua ultima competizione nella categoria maschile, dove aveva vinto fin lì ben 11 titoli nazionali. Salvo iniziare poi, nel 2019, la terapia ormonale che le consente oggi di gareggiare al femminile. Com’era inevitabile, si è aperta allora un’animata discussione sul punto se sia legittimo e giusto, oppure no, che una donna con struttura fisica mascolina possa lealmente gareggiare con altre donne. Discussione appassionante, che non sarà semplice esaurire. Certo che se Mike Tyson, a un certo punto della sua vita, si fosse sentito interamente e sinceramente donna, la stessa discussione sarebbe stata di molto facilitata.

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