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L’involuzione del discorso politico

La gente può rischiare di leggere pericolosi concetti tra le righe del “dovere di opposizione” del Pd

13 Aprile 2018 alle 06:00

L’involuzione del discorso politico

Pre-Adamite, dipinto di William Holbrook Beard

L’involuzione del discorso politico e il decadimento del confronto porta inevitabilmente con sé un’impressionante involuzione del linguaggio. Il contorno della parola si sfrangia, il ragionamento tende a sbrodolare e le ragioni di ciascuno, esposte in maniera compiuta eppure asciutta fino a poco tempo addietro, vengono presentate ormai con un festival di circonlocuzioni ridondanti, sovraccariche e pleonastiche. Tanto che perfino i ragionatori più lucidi e gli scrittori più efficaci ne sembrano ormai vittime.

 

Prendete il Michele Serra di ieri, quando spiegava con fiumi di parole la vocazione governativa e non di opposizione del Pd; il concetto di opposizione che nega le stesse basi teoriche su cui nacque il Pd medesimo; il meccanismo elettorale proporzionale che distribuisce seggi, ma non ruoli; la gente che può poi rischiare di leggere pericolosi concetti tra le righe del “dovere di opposizione”, vale a dire qualcosa che il Pd non merita; e che esiste una contraddizione tra il rifugiarsi in una pur legittima “alchimia istituzionale” e l’ineludibile vox populi, la quale rischierebbe in questo modo di essere bypassata. E soltanto per dire, tutto ‘sto poropopò: Renzi merda.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    13 Aprile 2018 - 10:10

    Siamo da tempo entrati nella stagione della cialtroneria. Una stagione che i guru dell’ambientalismo, dell’inquinamento atmosferico, delle pericolose e allarmanti variazioni climatiche, pare non abbiano previsto.

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    • travis_bickle

      13 Aprile 2018 - 10:10

      Vero. Almeno dal 1994.

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