Triplo Orfeo

Impostori travestiti da Moiro invadono Sanremo. Quello vero è seduto sulla poltrona di Calabresi

10 Febbraio 2018 alle 06:17

Triplo Orfeo

Papaveri, Papere & salti della Quaglia. Sanremo è Sanremo ma il 4 marzo sta per arrivare e ognuno si deve organizzare. Comincia da par suo Mario Orfeo, il direttore generale della Rai. Avvisato da Rosario Fiorello già nella prima serata all’Ariston, il circense Orfeo Orfei (detto Moiro, e non degli Elefanti, bensì del Cavallo di Viale Mazzini), offre a Luigi Di Maio, altrimenti noto come “il toy-boy di Orietta Berti” uno striscia quotidiana di Linea Blu su Rai1 dalla durata di quattro ore con la barca che va e con tutti i populisti che la lasciano andare.

 

Papaveri, Papere & salti della Quaglia. La posizione di Moiro Mario è ambita da tutti i grandi giornalisti ed ecco che la vigilanza predisposta al controllo dei punti sensibili intorno all’Ariston va a scoprire l’incredibile, nonché l’inimmaginabile: non uno, ma ben tre Mario Orfeo sono presenti in platea, e tutti e tre decisi a difendere la poltrona di prima fila per godersi lo spettacolo dei cantanti in gara.

 

Papaveri, Papere & salti della Quaglia. Ognuno dei tre strilla contro l’impostore, tutti e tre cercano di dimostrare – con sapienza circense – di essere il vero Orfeo, come per esempio non avere paura di mettere la propria testa tra le fauci di Maria Elena Boschi o, peggio, sfidare la forfora di Luca Lotti, ma anche assistere per dieci ore di fila ai seminari di psicopatologia del segugio quotidiano tenuti da Marchino Carrai.

 

Papaveri, Papere & salti della Quaglia. Insomma, sono identici e proprio non si riesce a capire quali siano i due falsi Orfeo quando finalmente, con sagacia degna del Commissario Montalbano, è Carlo Degli Esposti, il produttore della serie di Vigata, a trovare la soluzione: deciso a chiudere subito Sanremo per arrivare a lunedì, con le nuove puntate delle inchieste su Rai1, fa arrivare in platea una guantiera di arancini ed ecco che, oplà, immediatamente si svela il primo falso Orfeo.

 

Papaveri, Papere & salti della Quaglia. Il primo dei falsi è dunque Gianni & Riotto detto Johnny che, come la pecora Dolly, non si sa come s’è clonato sul Dna del vero Orfeo. Uguale, spiccicato e identico al direttore generale e non però così completo nella mutazione se il profumo degli arancini ha fatto sorgere in lui la potente nostalgia di certe serate: “Quando con gli amici di Detroit, a Raffadali, ce ne mangiavamo fino a dire basta; erano un balsamo nei giorni brutti, quelli in cui i cari cannoli che mangiavamo con Totò diventarono proibiti”.

 

Papaveri, Papere & salti della Quaglia. Il secondo falso sbuca veloce come un coniglio dalla tana (vero, Irene?) inseguito dalla svelta faina. A Degli Esposti è sufficiente far indossare il tipico impermeabile bianco da maniaco a tutto il personale di vigilanza dell’Ariston e in men che non si dica, come Caifa che si straccia le vesti, ecco Joe Servegnini che stacca da sé la maschera da Orfeo Orfei. Un richiamo irresistibile, l’impermeabile.

 

Papaveri, Papere & salti della Quaglia. Diavolo di un Joe, aveva recuperato l’esatta effigie di Moiro dall’armadio segreto di Paperinik. Perquisito, Servegnini non può che consegnare l’infinità di post-it sottratti (vero, Irene?) ad Archimede Pitagorico. “E che, Montalbano sei?” è l’unica frase pronunciata da Joe per poi chiudersi in un mugugno minaccioso, un confabulare con se stesso che le microspie riusciranno a decrittare dopo, molto dopo: “A me Di Maio ha fatto piedino, ha me!”.

 

Papaveri, Papere & salti della Quaglia. Ne resta solo uno di Orfeo in platea ma ecco un nuovo colpo di scena. Neppure lui è lui. Travestito da terzo Mario Moiro è nientemeno che Lucianino Fontana, il direttore del Corriere della Sera, che va a uscire da quei nobili panni per un mero caso. Si trovano a passare dall’Ariston – per una rievocazione di Modugno che non fosse il solito Volare – i famosi asinelli, quelli di “siamo rimasti in tre, tre briganti e tre somari”, e il dolce richiamo dell’amato raglio lo riporta alla tenera mascotte che custodisce in via Solferino.

 

Papaveri, Papere & salti della Quaglia. Scoperto, Fontana, confessa, anzi, fa autocritica: “Urbano Cairo non mi ha dato i buoni taxi di cui ho diritto!”. Ma dove si trova, insomma, il vero e inimitabile Mario Moiro Orfeo Orfei, non degli Elefanti, bensì del Cavallo di viale Mazzini? Nulla sfugge al Commissario Montalbano. Orfeo è tornato alla Repubblica. Altro che Tommy-Tommy, prossimo a essere falciato dal 4 marzo che arriva. Mario Orfeo è il nuovo direttore (e Marione Calabresi è spedito a fare uno stage presso Rocco Casalino, col M5s).

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