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Tutti pazzi per Marcel

I libri non vendono manco imbottiti di mortadella, ma questo “Colosseo vendesi” va via come il pane.

15 Aprile 2016 alle 06:11

Colosseo vendesi, Marcel è meglio di Proust! Marcello Sorgi arriva in libreria con un romanzo di fantapolitica – “Colosseo vendesi”, edizioni Bompiani – ed è subito un “tutto esaurito”. Le copie non fanno in tempo ad arrivare alla Feltrinelli di Galleria Sordi, a Roma, nei pressi di largo Chigi, che se ne vanno via come il pane.

 

Colosseo vendesi, Marcel è meglio di Proust! Libri non se ne vendono più manco a imbottirli di mortadella ma questo di Marcel, invece, con il suo succulento plot – vendere l’anfiteatro Flavio per ridurre il debito pubblico – già svetta in classifica superando sia il libro di Massimo Gramellini, sostenuto dal battage di Fabio Fazio, sia quello di Salvuccio Riina della cui promozione s’è fatto carico per interposto Bruno Vespa, Michele Anzaldi.

 

Colosseo vendesi, Marcel è meglio di Proust. Tutti pazzi di Marcello Sorgi, si dirà. E va bene che una copia l’avrò comprata anche Gianmarco Chiocci, direttore del Tempo, riconoscibilissimo nel ritratto di Dino Bracco, il protagonista da cui s’avvia la trama del libro ma tutte queste copie vendute, perché? Questa, la domanda di cui si domandano tutti.

 

Colosseo vendesi, Marcel è meglio di Proust. Ma ben altra è la trama che monta intorno al successo di questo libro. E alla Recherce della cospirazione si muove lui, soltanto lui, l’eternamente secondo Gianni & Riotto detto Johnny adesso in veste di bassotto, deciso a smascherare la vera natura di Sorgi.

 

Colosseo vendesi, Marcel sarà meglio di Proust ma Riotto è più meglio assai di Marco Carrai. Altro che cyber security, urge la vecchia scuola. Come Johnny, il Bassotto poliziotto, Riotto fiuta la pista che porta dritta alla congiura e formula l’accusa: “Sorgi è un gufo!”. Scaraventa la propria copia di “Colosseo vendesi” sulla scrivania di Luca Lotti, sfoglia una copia a caso, legge quello che c’è da leggere e sentenzia: “Marcel è proprio uno spudorato”.

 

Colosseo vendesi, Marcel comunque stravende! E’ con raccapriccio che Johnny legge la scena in cui il presidente del Governo dei Ragazzi, ovvero Matteo Renzi, in un dibattito televisivo, si ritrova a essere sopraffatto dal leader del Partito del No i cui modi, descritti con efficacia, rivelano il profilo dell’altro Matteo, Salvini.

 

Colosseo vendesi, Marcel è meglio di Proust e, peggio di Torquato Accetto, dissimula. In effetti, Renzi, nel libro di Sorgi, fa proprio una figura da piritollo. Renzi, convinto di farcela, nella fantasia di Marcel perde pure le elezioni e siccome vale l’antica regola di Flaubert – “Madame Bovary sono io” – è chiaro che vedere il governo di Renzi fallire sia il desiderio segreto di Sorgi. “Chiarissimo” urla lo stesso Lotti la cui forfora, nel montare di rabbia, assume la forma del grana grattugiato.

 

Colosseo vendesi, Marcel impegna più di Proust. Lotti s’inalbera e la visione di così tanta forfora, ops, furia è tutta acqua al mulino di Johnny, bramoso di averla vinta sull’uomo che lo ossessiona da una vita, costringendolo sempre a un ruolo di gregario (sempre dietro su tutto, dalla direzione del Tg1 alla preparazione della pasta ‘cchi sardi…).

 

Colosseo vendesi, Marcel già si destina ai Meridiani ma Johnny che fa di Lotti la sua “signora maestra” elenca in dettaglio le trame della trama: il quotidiano romano raccontato nel libro – altro che Vento – è Il Tempo. Il direttore, già stravagante cronista di nera – altro che Dino Bracco – è appunto Gianmarco Chiocci.

 

Colosseo vendesi, Marcel è meglio di Proust. “Possiamo considerare”, chiede affranto Johnny, facendosi largo tra i trucioli di forfora del Lotti, “attendibile o autorevole il giornale concorrente di Francesco Caltagirone?” Chiocci, al centro di una vicenda internazionale, in cui i mercati e i grandi quotidiani che li rappresentano, il Financial Times e il Wall Street Journal, lo incoronano star del sabba che segna la sconfitta di Renzi, sono l’ex direttore del giornale, ossia Gianni Letta, e poi il Fondatore, Mario Angiolillo con la moglie, la compianta Maria, e precisi sputati sono i tanti personaggi che nello svolgersi del libro nulla faranno per salvare il Governo dei ragazzi. E intanto sale, “Colosseo vendesi”, sale in classifica…

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