Il capolavoro del Pd sui vitalizi

La folle corsa a copiare i toni anticasta è un grande regalo ai grillini

Il capolavoro del Pd sui vitalizi

LaPresse/Fabio Cimaglia

Il sonno della ragione genera il Pd che insegue i Cinque stelle. Dopo avere fatto campagna elettorale sulle “poltrone da tagliare” in occasione del referendum costituzionale, dopo avere lanciato il progetto Bob che scimmiotta la piattaforma Rousseau e dopo essersi esibiti in una comunicazione online sufficientemente grossolana, il partito di Matteo Renzi adesso rischia di sfiorare il capolavoro con il ddl Richetti. La Camera mercoledì scorso ha votato la legge che abolisce il vitalizio per gli ex parlamentari e procede al ricalcolo con il sistema contributivo, cedendo nuovamente allo spirito dei tempi antiparlamentare. Il ddl però non è ancora legge e potrebbe essere fermato al Senato, dove i numeri sono più risicati. Le perplessità nei democratici non mancano. Lo stesso Luigi Zanda, presidente dei senatori del Pd, ha molte riserve sulla costituzionalità del ddl presentato dal responsabile comunicazione del suo partito. Insomma, il rischio che la legge venga impallinata è molto forte. Se così fosse, Beppe Grillo avrebbe gioco facilissimo nel dire che la solita casta puzzona ha fatto finta di sostenere il taglio ai vitalizi per poi fare naufragare tutto a Palazzo Madama. A quel punto, il Pd si sarebbe reso ridicolo agli occhi degli elettori che non apprezzano la virata grillina ma anche di fronte a chi, invece, apprezza i toni anticasta. Laddove si dimostra che scendere sul terreno di gioco altrui è solo un vantaggio per l’avversario. E alla fine, fra la brutta copia e l’originale, è meglio l’originale.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    30 Luglio 2017 - 19:07

    Leopolda, Leopolda dove sei, con chi sei dove vai o sei mai andata?

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  • giantrombetta

    29 Luglio 2017 - 10:10

    Per dirla tutta dopo gli ultimi sondaggi elettorali se io fossi Renzi, e per fortuna sua e mia non lo sono, invece di perder tempo a rincorrere i cinque stelle nella gara ad intestarsi le stupidaggini politiche e legislative, mi dedicherei notte e giorno,a sollecitare, in forma lecita di intende, la Corte di giustizia europea a restituire dignità e agibilità politica a Berlusconi. Trovando subito,con lui un accordo decente per la nuova legge elettorale. Tutto ciò avendo ragionevole consapevolezza che la resa dei conti economico politica dell'imminente 2018, stante l'attuale quadro elettorale, non potrà che essere affrontata che da un governo di grosse koalition, probabilmente ad autorevole guida neutra. Ed il mio primo pensiero corre a Draghi, sperando acconsenta. Che Dio ce la mandi buona.

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  • giantrombetta

    29 Luglio 2017 - 10:10

    Laddove si dimostra che cos'è il Pd, e dove lo sta portando l'ormai ex Royal Baby. Pur con molti se e qualche ma lo scrivete pure voi. Auspicando correzioni di rotta, e sperandoci fino in fondo. Fate probabilmente bene. Temo, per non dire brutalmente sono certo, che sarete delusi. E con voi naturalmente tutti noi che abbiamo sperato e creduto il Pd potesse essere miracolosamente trasformato in una moderna forza riformatrice, finalmente libera dalle,mille catene ideologiche, populiste e demagogiche del passato. I sogni muoiono all'alba, si diceva. Che pero' talvolta a spezzarli arriva prima del previsto.

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