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I soldi di Podemos

Redazione

Pure con l’anticapitalismo si guadagna (ed è meglio che fare i grillini)

Quando ieri il giornale spagnolo Mundo ha pubblicato una gustosa inchiesta di prima pagina sul fatto che Podemos è “il partito più redditizio di Spagna”, con guadagni aumentati del 412 per cento in un anno, le ironie sono corse facili sul web e sulla stampa iberici: l’anticapitalismo paga! Il Mundo ha calcolato che il partito dell’ultrasinistra spagnola ha un attivo nel 2016 di circa 11,6 milioni di euro a fronte di spese quasi equivalenti. Tra gli altri due principali partiti spagnoli, il Partito socialista è anch’esso in attivo di circa 11 milioni, mentre il Partito conservatore del premier Mariano Rajoy è in perdita di 600 mila euro, ma è ovviamente il caso di Podemos il più macroscopico, visto che le entrate si sono più che decuplicate in meno di un anno. Secondo il Mundo, l’80 per cento delle entrate di Podemos ha origine pubblica, si tratti di finanziamento statale, sovvenzioni o altri benefit. Ora, un articolo così può provocare due reazioni. La prima è quella grillina: scaldapoltrone! pigiabottoni che mangiano a sbafo con i soldi delle tasse degli spagnoli!, sarebbe l’accusa, con il partito sulla graticola costretto a manovre come la cessione degli stipendi e altre meraviglie anticasta. L’altra è la reazione ragionevole di chi fa notare che i soldi servono alla politica. Sorpresa: Podemos ha assunto quest’ultima, con il segretario Iglesias che ieri ha twittato: se abbiamo tanti soldi è perché siamo bravi a risparmiare. Della serie: i fondi ce li teniamo. Certo, c’è dell’ironia a pensare che predicare contro il profitto abbia portato Podemos a essere il partito più redditizio di Spagna. Ma è niente in confronto alle tragedie della retorica grillina.

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