Nessuna mediazione: Renzi spiega le condizioni per non dividere il Pd

L'ex presidente del Consiglio si dimette da segretario e dà il via così al congresso del Pd: “Non potete chiedere a chi si dimette per fare il congresso di non candidarsi perché solo così si evita la scissione. Questa non è una regola del gioco democratico”

Nessuna mediazione: Renzi spiega le condizioni per non dividere il Pd

Matteo Renzi (foto LaPresse)

Roma. “Scissione è una delle parole peggiori: peggio c’è solo la parola ricatto. Non è accettabile che si blocchi un partito sulla base dei diktat della minoranza”. Matteo Renzi si dimette da segretario e dà il via così al congresso del Pd. No quindi alle richieste della minoranza, che avrebbe voluto più tempo. “Non potete chiedere a chi si dimette per fare il congresso di non candidarsi perché solo così si evita la scissione. Questa non è una regola del gioco democratico”, ha aggiunto l’ex premier, che nel suo intervento ha più volte preso di mira Massimo D’Alema (“Sinistra non è come diceva quello ‘capotavola è dove mi metto io’”) e riservato un saluto al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Vorrei fare un appello: basta con le discussioni sul governo. Chiedo un applauso per Gentiloni e per quello che stanno facendo i ministri”.

Sinistra nuda. Si vede quella di governo e quella di chiacchiera e valori

La politica, l’ideologia e le altre fregnacce scritte, molto bene, da Michele Serra e la logica della scissione piddina, presa d’atto del conflitto tra due linee

Insomma, dice Renzi alla minoranza, “avete il diritto di sconfiggerci non di eliminarci. E’ il punto dell’idea democratica”. Il segretario dimissionario aveva pure pensato di fare un “passo indietro”, per risolvere “questa assurda situazione”. “Ci ho pensato sul serio perché mai come in questi due mesi e mezzo siamo stati laici nelle decisioni, abbiamo ascoltato tutti”. Ma accettare oggi che “si possa dire no a una candidatura, eliminare un problema eliminando una persona, vorrebbe dire che siamo tornati al modello di partito in cui si sta insieme contro qualcuno e non per qualcosa. Noi stiamo insieme per un progetto, per l’Italia. Non accetteremo mai, mai e poi mai di consentire a qualcuno di dire non sei della nostra comunità. Il verbo è venite, non andate. State, partecipate”. Partecipate: prendere o lasciare.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    20 Febbraio 2017 - 10:10

    Non potete chiedere a chi dice io sò io e voi non siete un lazzo di non ripresentarsi alle elezioni del segretario. Il bambinone non ha capito che l'elasticità verso i dissidenti poteva essere una opportunità : esempio, avere Emiliano come figther avrebbe dato alle prossime prima- rie maggior risonanza alla probabile vittoria. La deflagrazione del PD e degli intorni, a cascata, sinistra, destra e stelle non porterà a nessuno cose buone: purtroppo per l'Italia solo carbone dalla Befana.

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    • luciano_avogadri

      20 Febbraio 2017 - 16:04

      Ma chi impedisce a Emiliano di candidarsi? Nessuno. Andarsene è una scelta solo sua.

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      • morandimaurizio1

        20 Febbraio 2017 - 17:05

        perfetto, è quello che volevo dire io!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    19 Febbraio 2017 - 18:06

    Ma quanti flatus vocis, quante arrampicate semantiche, quante fake word. Lavoro, fisco, spesa pubblica, scuola, quattro temi cruciali, ok? Bene, tutto lo sbranarsi tra i dem verte solo sul “come” affrontarli: con più stato e collegati a tutto campo, oppure con una più efficiente ed efficace revisione delle sue articolazioni, dei suoi compiti e dei suoi limiti? Il nocciolo “politico è tutto lì. Giocano anche le simpatie, le antipatie, i rancori, le voglie di rivincita, le ambizioni personali, gli egocentrismi, pure le frustrazioni, tutto umanamente comprensibile, ma sono solo elementi di contorno al nocciolo. Una cosa è certa, oggi la minoranza dem non ha avuto il coraggio di alzarsi dalle sedie e abbandonare l’Assemblea. Poi?, il teatrino continuerà,

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  • carlo.trinchi

    19 Febbraio 2017 - 18:06

    Detto questo non si abbiano ripensamenti. Porte aperte e nessun trattenimento, ripensamento o bacio in bocca di sovietica memoria. Il bacio è morto nell'ottantanove, diciotto anni fa. Tradotto ad oggi un secolo fa. Pazzesco.

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    • luciano_avogadri

      20 Febbraio 2017 - 16:04

      L'ottantanove è passato 28 anni fa.

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