Morire per un ideale

Il misterioso lieto fine dell’“Andrea Chénier”, opera sull’amore e sul terrore della Rivoluzione francese. Da oggi in scena a Roma diretto da Marco Bellocchio

Morire per un ideale

una foto di scena dello spettacolo diretto da Bellocchio (foto di Yasuko Kageyama - Opera di Roma 2016-17)

Le melodie intonate da Turiddu nella Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e l’arcinoto “Ridi pagliaccio” nei Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo incarnano a pieno lo spirito del Verismo musicale. Riportare la cronaca come assoluta protagonista del melodramma, senza mistificazioni poetiche e toni elegiaci. Esprimere la realtà nella sua crudezza: questo è il compito dell’arte. Lo chiarisce bene Tonio in costume da Taddeo nel prologo dei Pagliacci, vero e proprio manifesto estetico di questo periodo: “L’autore ha cercato invece pingervi uno squarcio...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi