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Il tesoro dell’“Andrea Chénier” è nascosto nelle didascalie

È un'opera per lettori tanto quanto è opera per spettatori, e il suo senso va cercato fra parentesi, in corsivo, nelle parti che nessuno canta

21 Aprile 2017 alle 16:02

Il tesoro dell’“Andrea Chénier” è nascosto nelle didascalie
Il tesoro dell’“Andrea Chénier” è nascosto al pubblico perché si annida nelle didascalie che Illica volle riservare solo ai più attenti lettori del libretto. La scena dell’ingresso di Robespierre coi rappresentanti della nazione ne è un esempio preclaro: “Tutto il torrente dell’opinione pubblica è là ad aspettare l’idolo dell’opinione pubblica, la bussola del patriottismo. Eccoli i rappresentanti della nazione! L’entusiasmo della folla è alla maggior parte di questi uomini indifferente; sanno che non è per loro, che un uomo solo...

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Antonio Gurrado

Nato nel 1980. Vive a Pavia (è ghisleriano) dopo essere vissuto a Gravina in Puglia, Napoli, Modena e Oxford. Scrive di religione, editoria, illuminismo, calcio e Inghilterra; anche su Tempi e su Quasirete della Gazzetta dello Sport. Libri: Voltaire cattolico (Lindau) e Ho visto Maradona (Ediciclo).

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