Non vi sarà più notte

La recensione del libro di Leonardo Colombati edito da Mondadori, 660 pp., 24 euro


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1 APR 26
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Se odiate l’autofiction, avete nostalgia di Thomas Pynchon o di Jules Verne, e volete tuffarvi a capofitto in un romanzo-mondo di oltre 700 pagine che al suo interno contiene sette romanzi e altrettanti generi, Non vi sarà più notte di Leonardo Colombati è il libro che fa per voi. San Pietroburgo, 1900. Il capitano diciottenne Vasilij Dmitrievič Kozlov è in partenza per Parigi, pronto a sfidare in una partita di tennis Francia e Germania. Da circa un secolo, infatti, a risolvere i contenziosi tra i paesi la guerra non si fa più con baionette e cannoni ma sfidandosi con la racchetta in mano oppure tirando di scherma oppure ancora seduti gli uni di fronte agli altri davanti a una scacchiera. Il trasferimento verso Parigi però non sarà altro che l’innesco per un viaggio molto più ampio che seguirà via via il protagonista in una centrifuga attraverso continenti, ambienti sociali, storie d’amore perdute, incontri sfiorati, lettere, fughe e molto altro. Ed è proprio in questi spazi che Colombati gioca con tutti i generi della letteratura, cambiando sempre registro, capitolo dopo capitolo, saltando dal romanzo d’avventura al feuilleton, dal racconto carcerario alla spy story, dall’odissea marina al libro epistolare. “Per tutto quello che non ho visto, sono bastati i libri; e la tua voce. Alla fine, non so dire se lo amo o lo odio, questo mondo: se guardo alla varie nazioni, ai loro costumi e ai loro pregiudizi, alle loro maniere e alla loro storia, alla loro politica e alla loro letteratura, forse mi ritrovo un catalogo che vale la pena gettare nel fuoco”.
Ed è proprio questa frase, che rimane cristallizzata nella memoria uscendo quasi fuori dalla pagina, che il romanzo rivela forse il suo nucleo più autentico, evidenziando la tensione continua tra attrazione e rigetto nei confronti del mondo che mette in scena. Vasilij Dmitrievicč Kozlov, che poi diventerà semplicemente Baz, attraverserà infatti epoche, luoghi e identità, come se ogni esperienza fosse allo stesso tempo necessaria e insufficiente. Toccherà al lettore, lanciato come un missile in questo iper-spazio, provare a trovare una morale in questo mastodontico, espanso e coraggiosissimo lavoro che ha l’innegabile merito di allontanarsi da qualsiasi cosa presente nel panorama letterario italiano. In un contesto sempre più ripiegato sull’io, Colombati sceglie di percorrere la strada opposta, spalancando il campo, complicandolo, fino a renderlo ingestibile.
Leonardo Colombati
Non vi sarà più notte
Mondadori, 660 pp., 24 euro