Facebook è da vecchi, i giovani non lo usano più. Sbagliato

Una ricerca del Pew research center mostra che la notizia della morte del social network di Mark Zuckerberg era fortemente esagerata
17 AGO 20
Immagine di Facebook è da vecchi, i giovani non lo usano più. Sbagliato
“Per noi è morto. Facebook è qualcosa che avevamo tutti alle scuole medie perché era figo, ma oggi è visto come una strana cena di famiglia da cui non possiamo andare via. E’ strano e a volte può anche essere fastidioso avere Facebook. Ma detto questo, se non hai Facebook è ancora più strano e fastidioso”. Andrew Watts, studente all’Università del Texas, ha scritto a gennaio un articolo diventato poi virale intitolato “La visione di un teenager sui social media – Scritta da un vero teenager”. A leggerlo, sembrava che Facebook fosse spacciato: Facebook ce l’abbiamo, ma non lo usiamo, sono Snapchat, Instagram i social in cui noi ragazzi ci sentiamo davvero noi stessi (l'opinione del teenager Watts era ancora più terribile su Twitter: “A essere onesti, un sacco di noi semplicemente non capisce a cosa serva Twitter”, scriveva).
Le dichiarazioni di morte di Facebook sono un grande classico del giornalismo tech, ogni flessione in Borsa e ogni successo dei concorrenti sono buoni per dichiarare spacciata la creatura di Mark Zuckerberg. Nei mesi scorsi, quando si diffuse la notizia che Facebook aveva tentato, fallendo, di acquistare Snapchat, tutti iniziarono a speculare sul calo di utenti che il social network stava rischiando soprattutto tra i giovani, tra i teenager: ormai anche la nonna ha un profilo su Facebook, si diceva, e i ragazzi scappano da un’altra parte.
Un altro dato interessante è quello che riguarda le fasce di reddito: i social network alternativi a Facebook, ancora una volta Instagram e Snapchat, diventano più popolari mano a mano che il reddito delle famiglie dei teenager aumenta, con i ragazzi i cui genitori guadagnano più di 100 mila dollari l’anno che quasi usano Instagram alla pari con Facebook. Gli altri, i ragazzi delel famiglie della working class, ancora restano attaccati al social di Mark Zuckerberg.