Come nel 1977, ai tempi di Ripa di Meana, ma stavolta contro la Biennale che apre il padiglione della discordia con artisti anti-putiniani, rappresentanti di "popoli oppressi dall'imperialismo russo" e delle comunità Lgbt "vessate dal regime". Il leader di Azione appoggia l'evento, Marco Taradash promuove e attende altre adesioni