"Irresponsabile l'idea di Lepore", dice Meloni al Giornale

"Era evidente che la scelta del sindaco di Bologna sarebbe suonata come un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco la città", dice la presidente del Consiglio. Sul caso Roggero: "C’è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate". Preferenze? "Non ho cambiato idea"

22 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 08:31
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Foto Ansa

"Ho trovato irresponsabile I'idea del sindaco Lepore di chiamare la piazza all’indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità. Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle forze dell’ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco Bologna, alimentare lo scontro sociale, aggredire la polizia e seminare violenza in citta". Nella lunga intervista al direttore del Giornale Tommaso Cerno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta così la manifestazione in piazza Nettuno per chiedere verità e giustizia per Abderrahim Fakir, 42enne di origini marocchine morto durante un fermo di polizia. L'evento in serata si è poi trasformato in guerriglia urbana con decine di feriti, lacrimogeni e auto in fiamme: "Fa molto riflettere, poi, che la sinistra non sia mai scesa in piazza per esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente delle Forze dell’ordine".

Sul caso Roggero: "E' evidente a tutti che c’è una questione di proporzionalita delle pene che vengono comminate"

 evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c’è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate. Non si possono dare otto anni a un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in carcere, perché ha reagito a una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia". Risponde così la premier alla domanda sul caso Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso a colpi di pistola due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio il 28 aprile 2021. "Come si può chiedere - ha aggiunto - a un comune cittadino di avere, in un contesto di alto pericolo, stress e picchi emotivi, il sangue freddo necessario per capire quando è venuto meno il pericolo, o che la minaccia è cessata? Sono situazioni difficili da gestire anche per i professionisti addestrati a questo, figuriamoci per un normale cittadino. Non si può non tenere minimamente conto di questo". E sul punto Meloni parla del nuovo ddl sicurezza come di un "provvedimento di buon senso" che stabilisce come chi si difende da un reato non risarcisce il danno a chi lo ha aggredito. Anche se per lui la misura per lui non può essere applicata.

Legge elettorale: "Porterà stabilità. La sinistra è abituata a governare anche quando perde"

Sullo Stabilicum, la presidente del Consiglio sottolinea ancora una volta come "è sotto gli occhi di tutti quanto sia stato importante per I'Italia godere di questo periodo di stabilità, con un governo solido e i numeri per governare. Ne abbiamo beneficiato da ogni punto di vista. Sul fronte economico, del prestigio internazionale, della capacita di portare avanti riforme strutturali. Ecco perché penso sia utile per la nazione avere una legge elettorale che assicuri governabilità e stabilità e permetta a chi vince le elezioni di governare senza inciuci o maggioranze arcobaleno". Ha detto la premier. "Questo è il cuore della riforma, ed è quello che fa impazzire la sinistra, che è abituata a governare anche quando perde le elezioni, proprio grazie ai giochi di palazzo. Ma questa nazione merita di non tornare indietro". Sulle preferenze, rispondendo indirettamente all'ex generale Roberto Vannacci che più volte l'ha sfidata sul tema, ribadisce di essere favorevole alla loro reintroduzione: "Non ho cambiato idea". Anche se, dopo il passo falso alla Camera della settimana scorsa, dove il testo di FdI, Nm e Udc è stato bocciato per colpa dei franchi tiratori della maggioranza, la questione è ancora aperta.
E sempre proprio sulle future alleanze in vista delle prossime elezioni Meloni, riferendosi ancora una volta al presidente di Futuro nazionale, chiarisce: "Il centrodestra si presenta per quello che è sempre stato: una coalizione di persone e movimenti che stanno insieme per scelta, con un progetto per I'ltalia che viene prima dei loro destini personali. Non è un cartello messo insieme il giorno prima del voto con chi, fino al giorno prima, ha cercato di affossarti in ogni modo. Quello è il metodo della sinistra, e non ha funzionato alla prova del governo. E mi rendo conto che non sarebbe serio proporre un’alleanza da parte di chi ha sempre votato contro la fiducia a questo governo, per mandarlo a casa".