La statistica dell’immigrazione e le generalizzazioni azzardate

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

20 MAG 26
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Foto Ansa

Al direttore - L’editoriale di ieri sulla nuova Flotilla mi ha suscitato di getto due considerazioni su coloro che sostengono questa causa: 1) per loro, il popolo di Gaza e Hamas sono più o meno la stessa cosa, gli uni civili, gli altri militari; 2) le risoluzioni Onu sono viste, ovviamente con un leggero tasso di ignoranza e schizofrenia, come la posizione dell’occidente nemico, quindi pura fuffa. Lodevole l’insistenza nel sostenere, e guai a smettere, l’illogicità dei campioni dell’umanitarismo, ma temo sia tempo perso.
Vanio Balzo
Al direttore - Ho appena terminato la lettura dell’ottimo Salvatore Merlo sul Foglio di oggi (“Il no Borghese”): mai come in questo caso la citazione “Con la cultura non si mangia” fu più appropriata. Cordiali saluti.
Lily Modiano
Al direttore - Alle obiezioni che sembrano venire da Bruxelles sull’utilizzo della clausola di salvaguardia relativa al Patto di stabilità non solo per le spese militari della difesa, ma anche per l’energia, si potrebbe controbiettare che, se i requisiti dell’eccezionalità sono evidentemente ritenuti vigenti per le suddette spese, a maggior ragione oggi, in questa fase, lo sono quelli per l’energia. D’altro canto, a suo tempo si era realizzata un’ampia convergenza per la previsione della golden rule, per escludere gli investimenti dal Patto – cosa che si potrebbe prevedere per la difesa – ma poi, dal punto di vista formale, non se ne fece nulla, neppure in occasione della riforma del Patto stesso. Allora perché non si pensa di riportare in vita il dormiente Mes, con la possibilità di un utilizzo anche per l’energia della sua dotazione? Ovviamente previa ratifica delle modifiche al relativo trattato. Costa troppo politicamente?
Angelo De Mattia
Idea tecnicamente suggestiva, ma politicamente irricevibile. Impressione: sul tema dello scorporo dal deficit delle spese per contenere la crisi energetica, Meloni ha trasformato un obiettivo possibile in un sogno impossibile, con il risultato che un risultato che la premier ha già conquistato, grazie a interlocuzioni in stato avanzato con il presidente della Commissione, nel momento in cui diventerà reale sembrerà più grande di quello che è. Dovesse succedere, sarebbe il primo punto conquistato tra i molti persi dopo la sconfitta al referendum.
Al direttore - In riferimento ai fatti di Modena e altre vicende precedenti io mi pongo una domanda e mi stupisce che nessuno a livello politico e nei media sollevi la questione: perché il problema di integrazione delle seconde e terze generazioni riguarda quasi esclusivamente persone di religione musulmana e comunque provenienti dal Nord Africa? In Italia risiedono migliaia di cinesi, filippini, sudamericani e immigrati da altri paesi che hanno saputo adeguare i propri usi e costumi al nostro modo di vivere, rispettando le nostre leggi e integrandosi senza creare alcun problema, se non in minimi casi. Solo con gli islamici sorgono problemi e ciò avviene in tutti i paesi europei. Non si tratta di diventare islamofobi ma la tentazione è forte. Grazie e buon lavoro.
Walter Alberto Schettini
Al 31 marzo 2026 gli stranieri nelle carceri italiane erano 20.130 su 63.997 detenuti complessivi. Tra di loro, alcune nazionalità di paesi a maggioranza musulmana sono molto rappresentate: Marocco 22,4 per cento dei detenuti stranieri, Tunisia 11,3, Albania 9,8, Egitto 5,5, Senegal 2,5, Algeria 2,4. Sommando i principali paesi nordafricani a maggioranza musulmana – Marocco, Tunisia, Egitto, Algeria e Libia – si arriva a circa il 42 per cento dei detenuti stranieri. Dunque il problema della sovrarappresentazione di alcune comunità esiste e non va rimosso. Ma il dato deve essere maneggiato con cura. Primo: usarlo per dimostrare che gli islamici sono un problema in quanto tale non ha alcun senso. Secondo: se i paesi più vicini da cui proviene l’immigrazione sono paesi a forte maggioranza musulmana, le possibilità che un migrante che commette reati sia di origine musulmana aumenta. Terzo: i due egiziani che hanno salvato la vita a molte persone a Modena vengono dagli stessi paesi di cui stiamo parlando. Ragionare sul tema è giusto, generalizzare è un azzardo, creare automatismi, come fa qualcuno, è semplicemente razzismo.