Meno titoli di giornale, più prove, uguale sentenze inattaccabili

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

13 MAY 26
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Foto Ansa

Al direttore - Nel procedimento a carico di Sempio, parte dell’impianto accusatorio poggia sulla famosa “impronta 33”, rilevata sul muro con la ninidrina e quindi confrontata con le impronte dell’indagato. Da qui vengono spontanee due osservazioni: la prima tecnica, e la seconda più logica che tecnica. La prima è che la ninidrina, allo scopo di renderla visibile, ha trasformato e alterato, irrimediabilmente, l’impronta originaria, latente, e nessuno ha mai esaminato l’impronta 33 nella sua forma originale, perché tutto ciò che è stato analizzato, da ogni perito, è l’impronta già alterata dalla reazione chimica; la seconda osservazione è che una traccia degradata non perde la capacità di produrre corrispondenze: al contrario, il vero problema è, semmai, che probabilmente ne può produrre troppe. E dunque il punto critico non è quante “minuzie” dattiloscopiche siano state conteggiate contro Sempio, ma quante minuzie dattiloscopiche dello stesso tipo quella stessa traccia potrebbe produrre se venisse confrontata con le mani di numerose persone certamente estranee al caso. Esiste un metodo per valutare definitivamente il significato di quelle “minuzie” e questo metodo si chiama “prova di resistenza”: basterebbe confrontare, cioè, l’impronta 33 con un campione di impronte di più soggetti non collegati al caso, e se i confronti casuali producessero risultati analoghi a quelli ottenuti con Sempio la conclusione non potrebbe essere che una sola: quella traccia somiglia a troppe mani e dunque non prova nulla. L’impronta 33 sul muro non esiste più, ma la “prova di resistenza”, affidata a un laboratorio qualificato con un protocollo certificato, può ancora essere condotta, su base digitale, dalle fotografie nel fascicolo peritale. E i risultati potrebbero cambiare la natura stessa del dibattimento (e forse anche evitarlo).
Rodrigo Merlo
Grazie. Mi viene da pensare, con malizia forse eccessiva, che se negli anni un pezzo di magistratura non si fosse abituata a seguire le indagini facendosi guidare dal desiderio di generare più titoli di giornale che prove in tribunale forse avremmo meno processi in tv e più prove inattaccabili in tribunale.
Al direttore - Non la vedo menzionata nell’agenda dei colloqui fra Trump e Xi Jinping a Pechino, ma mi pare improbabile che non venga affrontata una questione che, da almeno un decennio, è al centro di una forte polemica tra i due presidenti. Parlo del fentanyl, il cui consumo di massa sta provocando una tragedia di proporzioni bibliche negli Stati Uniti (circa centomila morti per overdose ogni anno). Con le sue oltre quattrocentomila aziende chimiche, la Cina non ha avuto difficoltà a imporsi come paese leader nella produzione e distribuzione dei fentanili (fentanyl e suoi omologhi). Questi oppioidi, peraltro, oggi possono essere sintetizzati in laboratori grandi come una stanza da letto, camuffabili ovunque, anche all’interno di stabilimenti industriali legali. La questione del fentanyl è diventata così una questione geopolitica, nel senso che la partita dei rapporti tra le due principali potenze planetarie si gioca anche sul tavolo della cosiddetta “droga degli zombie”. Poscritto: anche se inesatta, “la religione è l’oppio dei popoli” è una delle frasi più citate di Marx (“Per la critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione”, 1844). Quasi centotrent’anni dopo, Ennio Flaiano la parafrasò in uno dei suoi più graffianti aforismi: “L’oppio è ormai la religione dei popoli” (“Don’t Forget, 1968-1972”). Ora, ovviamente si possono avere opinioni diverse su una religione concepita come consolazione illusoria di un proletariato oppresso dallo sfruttamento capitalistico. Mentre non c’è dubbio che lo scrittore abruzzese ha presente la duplice natura (benefica e malefica) del farmaco che più ha influenzato la storia della medicina, che è storia dell’eterna lotta degli esseri umani contro la malattia, il dolore, la sofferenza. Il fentanyl, infatti, è uno dei più potenti analgesici finora scoperti, largamente utilizzato come anestetico nelle sale operatorie e nelle terapie oncologiche. Nel contempo, nonostante il suo abuso sia molto più letale dell’eroina, attualmente costituisce – via un narcotraffico assai aggressivo – uno dei pericoli più gravi per la salute pubblica. Del resto, la coesistenza del bene e del male nella vita – individuale e dei popoli – resta pur sempre un mistero.
Michele Magno
Al direttore - Ho cercato con l’aiuto dell’AI la frase in cui Putin dice di aver attaccato l’Ucraina per questioni legate all’Ue. Non la trovo, mi aiuta?
Pietro Volpi
“Ho già parlato di come tutto sia cominciato. Non mi sono inventato nulla riguardo al punto di partenza iniziale. Curiosamente, tutto è cominciato con la decisione dell’Ucraina di entrare nell’Ue. Potevano certamente andare avanti, ma questo ha portato a un conflitto militare. Perché è successo? Perché non hanno tenuto in alcuna considerazione gli interessi della Russia” (Vladimir Putin, 9 maggio 2026).